Riceviamo e pubblichiamo con piacere questo interessante e stimolante articolo di Mario Nardicchia
La luce e le tenebre nel “mandeismo”
Descrivo l’icona (fig.1), di scuola ionica con influenze stilistiche occidentali, conservata nella chiesa di rito greco-bizantino a Villa Badessa di Rosciano in provincia di Pescara -oasi orientale la più a nord d’Italia fondata da comunità di albanesi immigrati nella prima metà del ‘700- autore ignoto del sec.XVIII,cm.45,4×38x2, tecnica mista su tavola, fondo in oro zecchino, n° d’inventario 52: personaggio maschile ieratico a ¾ di busto, capelli lunghi color rame brunito con riga centrale tutt’uno con barba e baffi leonardeschi, volto allungato e sfilato, occhi severi che lanciano un messaggio potente, tunica verde e mantello marrone che riveste la spalla sinistra, avvolge dalla cintola in giù lasciando scoperti gli avambracci affusolati, aureola appena disegnata color rosso, la mano destra con indice lungo e mignolo tesi e rivolti in su, il dito medio leggermente piegato, il pollice e l’anulare congiunti alle punte, la mano sinistra che regge un sottile e lungo bastone che termina a croce dalla quale pende un cartiglio arrotolato alle estremità ma sul quale si legge comunque una scritta in greco. Prosegui la lettura »



