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	<title>ArcheoRivista - rivista di archeologia &#187; Ercolano</title>
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		<title>Apertura straordinaria dei siti dell’area vesuviana</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 18:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Calogero</dc:creator>
				<category><![CDATA[archeologia romana]]></category>
		<category><![CDATA[musei]]></category>
		<category><![CDATA[Ercolano]]></category>
		<category><![CDATA[Oplontis]]></category>
		<category><![CDATA[Pompei]]></category>

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		<description><![CDATA[A Natale e a Capodanno le aree archeologiche vesuviane apriranno regolarmente al pubblico, aprendo straordinariamente alcune zone e offrendo esposizioni didattiche. Il costo dì ingresso resterà invariato. La struttura monumentale delle Terme Suburbane di Pompei, famosa per gli straordinari affreschi a tema erotico, solitamente accessibile con prenotazione online, sarà liberamente visitabile. La passerella della scarpata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Natale e a Capodanno le <strong>aree archeologiche vesuviane</strong> apriranno regolarmente al pubblico, aprendo straordinariamente alcune zone e offrendo esposizioni didattiche. Il costo dì ingresso resterà invariato.<span id="more-6726"></span></p>
<p>La struttura monumentale delle <strong>Terme Suburbane di Pompei</strong>, famosa per gli straordinari affreschi a tema erotico, solitamente accessibile con prenotazione online, sarà liberamente visitabile. La passerella della scarpata Nord di <strong>Ercolano </strong>permetterà una visita degli scavi dall’alto, offrendo uno scorcio panoramico alternativo. Inoltre, sarà visitabile il padiglione della<strong> Barca</strong> dove, insieme all’imbarcazione scoperta sull’antica spiaggia, si possono ammirare anche diverse testimonianze marinare, e le <strong>Terme Suburbane</strong>. Ad <strong>Oplontis </strong>sarà possibile effettuare la tradizionale visita alla <strong>Villa di Poppea</strong> e, attraverso un percorso espositivo-didattico, verrà proposta la storia dell’archeologia di Oplontis antica. A <strong>Stabia </strong>si svolgeranno regolarmente le visite a <strong>Villa San Marco e Villa Arianna</strong>.</p>
<p>Infine, l’<strong>Antiquarium di Boscoreale</strong> propone la mostra “Un lieto ritorno” che espone straordinariamente e in anteprima il dipinto di Bacco sacrificante, proveniente da una stanza della <strong>Villa di Asellius</strong>, scoperta all’inizio del ventesimo secolo sul fianco occidentale della collina della Pisanella. Il dipinto, rimosso da una parete dell’abitazione e comprato dallo Stato, venne poi trafugato insieme ad altri pannelli per essere recuperato dai Carabinieri che lo trovarono presso un mercato antiquario londinese. Dopo la mostra il dipinto verrà ricollocato definitivamente insieme agli affreschi provenienti dalla Villa di Asellius nell’esposizione permanente dell’Antiquarium.</p>
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		<title>Italia, Ercolano – Riapre al pubblico la Villa dei Papiri</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 14:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Ortolani</dc:creator>
				<category><![CDATA[restauri]]></category>
		<category><![CDATA[storia romana]]></category>
		<category><![CDATA[Ercolano]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la chiusura del 2007 per la ristrutturazione dei nuovi ambienti venuti alla luce nei scavi degli ultimi anni, riapre al pubblico, anche se in modo parziale, la spettacolare Villa dei Papiri situata ad Ercolano. L’edificio, in parte ancora sepolto sotto la lava, venne alla luce nel 1752 per mano dello studioso svizzero Karl Jacob [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la chiusura del 2007 per la ristrutturazione dei nuovi ambienti venuti alla luce nei scavi degli ultimi anni, riapre al pubblico, anche se in modo parziale, la spettacolare <strong>Villa dei</strong> <strong>Papiri</strong> situata ad <strong>Ercolano</strong>.<span id="more-2812"></span></p>
<p>L’edificio, in parte ancora sepolto sotto la lava, venne alla luce nel 1752 per mano dello studioso svizzero<strong> Karl Jacob Weber</strong> che chiamò la Villa “dei Papiri” proprio per la scoperta di circa 1826 rotoli di papiro carbonizzati, riguardanti gran parte testi greci di filosofia epicurea, molti dei quali opera del filosofo siriano di I a.C. <strong>Filodemo</strong> di <strong>Gadara</strong>. I rotoli facevano parte della ricca biblioteca privata del proprietario della casa che si pensa fosse Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, suocero di Cesare e console del 58 a.C.</p>
<p>I lunghi lavori di ristrutturazione hanno interessato i sedici ambienti del piano nobile, tra cui sale di ricevimento e per banchetti, alcune delle quali non accessibili al pubblico per motivi di conservazione, dovuta alla necessità di mantenere un’ umidità costante. Queste stanze conservano eccezionali pareti affrescate e volte decorate a stucco del Secondo stile pompeiano (I a.C.), oltre ai mosaici appartenenti alla fase di costruzione della Villa, collocabile tra il 40 e il 30 a.C.</p>
<p>Grazie alle indagini e al lavoro dei restauratori è stato possibile ricostruire la planimetria dell’intera abitazione, concepita in un primo momento come atrio e piccolo peristilio, dotata poi di un peristilio rettangolare con aggiunta della terrazza.</p>
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		<title>Italia, Pompei – ritornano i reperti naturalistici</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 07:01:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Calogero</dc:creator>
				<category><![CDATA[redazionale]]></category>
		<category><![CDATA[storia romana]]></category>
		<category><![CDATA[Annamaria Ciarallo]]></category>
		<category><![CDATA[Ercolano]]></category>
		<category><![CDATA[Oplontis]]></category>
		<category><![CDATA[Pompei]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle antiche città sepolte dall’eruzione vesuviana sono emersi nel corso degli anni numerosi reperti naturalistici, vegetali e organici, come semi, corna, erbe, frutti, denti e ossa di animali, conchiglie, frammenti di tessuti e legni. Finalmente questi reperti, custoditi nei magazzini del Museo archeologico di Napoli, possono tornare a casa: saranno ospitati in una camera climatizzata, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle antiche città sepolte dall’eruzione vesuviana sono emersi nel corso degli anni numerosi <strong>reperti naturalistici</strong>, vegetali e organici, come semi, corna, erbe, frutti, denti e ossa di animali, conchiglie, frammenti di tessuti e legni. Finalmente questi reperti, custoditi nei magazzini del Museo archeologico di Napoli, possono tornare a casa: saranno ospitati in una camera climatizzata, studiata apposta per loro, del <strong>Laboratorio di Ricerche Applicate</strong> afferente alla SANP (Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei).</p>
<div id="attachment_1397" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><a href="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2009/07/reperti-organici-pompei.jpg"><img class="size-full wp-image-1397" title="reperti-organici-pompei" src="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2009/07/reperti-organici-pompei.jpg" alt="reperti-organici-pompei" width="500" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">noci da Moregine, noccioli di pesca da Scafati, fichi da Pompei</p></div>
<p><span id="more-1282"></span> </p>
<p>Il Laboratorio venne fondato nel 1994 grazie al supporto finanziario del CNR allo scopo di realizzare una struttura che si occupasse dello studio degli habitat naturali del lontano 79 dopo Cristo e le risorse che ne provenivano. Negli anni, il Laboratorio ha svolto numerose ricerche nel campo naturalistico-archeologico, avvalendosi della collaborazione di diverse Università sia italiane sia straniere. La struttura, oltre ai vari strumenti scientifici, possiede anche un ambiente climatizzato, nel quale dal 1995 sono stati ospitati i<strong> reperti naturalistici</strong>, emersi dagli scavi dal 1950 e raccolti nei magazzini di Oplontis e Pompei e un campione di quelli custoditi a Ercolano.</p>
<p>Questi reperti, in particolare i vegetali, non sopportano gli sbalzi di umidità e temperatura perché possono essere oggetto di carbonizzazione biologica o da combustione, in base alle proprietà dei differenti rivestimenti piroclastici che li hanno preservati. Questa è la ragione per cui devono essere conservati sempre a 18 gradi centigradi e con un’umidità del 35%.</p>
<p>La direttrice del Laboratorio, <strong>Annamaria Ciarallo</strong>, spiega che questi delicati reperti, conservati per quasi due mila anni sotto i fanghi vulcanici e le ceneri, quando vengono portati alla luce rischiano di dissolversi. Grazie al lavoro del <strong>Laboratorio di Ricerche Applicate</strong> si è potuta trovare la maniera più adatta a conservarli nel tempo, all’interno di un piano di opere, attività e interventi che negli ultimi quindici anni ha privilegiato la conservazione all’allargamento degli scavi.</p>
<p>Proprio per questa ragione, la Soprintendenza li ha raccolti all’interno di un catalogo dedicato alle specie vegetali, venute alla luce nel corso degli scavi che si succedono da decenni presso il sito vesuviano, intitolato <em>Le collezioni di reperti vegetali. Catalogo dei reperti conservati presso la camera climatizzata del Laboratorio di Ricerche Applicate della SANP</em>, curato da Annamaria Ciarallo e pubblicato da Electa.</p>
<p>(ph. cortesia SANP)</p>
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		<title>Italia, Ercolano – riconosciuti i nuovi piccoli ambasciatori della cultura ercolanese</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 07:17:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Calogero</dc:creator>
				<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[storia romana]]></category>
		<category><![CDATA[Ercolano]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì 26 maggio, alle ore 11, presso Villa Campolieto di Ercolano, sono stati riconosciuti cento nuovi giovani ambasciatori della cultura ercolanese. I neo rappresentanti, tutti di età minore di 14 anni, sono alunni provenienti da cinque diverse scuole di Ercolano, che sono stati guidati da dieci insegnanti alla scoperta del patrimonio archeologico e culturale ercolanese, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 26 maggio, alle ore 11, presso Villa Campolieto di <strong>Ercolano</strong>, sono stati riconosciuti cento nuovi giovani ambasciatori della <strong>cultura ercolanese</strong>. I neo rappresentanti, tutti di età minore di 14 anni, sono alunni provenienti da cinque diverse scuole di <strong>Ercolano</strong>, che sono stati guidati da dieci insegnanti alla scoperta del patrimonio archeologico e culturale ercolanese, in modo da offrirgli la possibilità di conoscerlo e di sensibilizzarli al suo rispetto.</p>
<p><a href="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2009/05/ercolano-pano-3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1005" title="ercolano-pano-3" src="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2009/05/ercolano-pano-3-300x153.jpg" alt="ercolano-pano-3" width="300" height="153" /></a></p>
<p><span id="more-934"></span></p>
<p>Il <strong>Cento Internazionale per gli Studi di Herculaneum</strong> ha consegnato a tutti coloro che hanno preso parte al progetto di cooperazione con gli istituti scolastici di <strong>Ercolano</strong> un riconoscimento per la conclusione della prima tappa del lavoro che è consistito in un diploma di <strong>Piccolo Ambasciatore dei beni culturali</strong>. Alla presentazione hanno preso parte anche il Dottor Gaetano Daniele, sindaco di Ercolano, e il Dottor Christian Biaggi, dirigente del <strong>Centro</strong> <strong>Internazionale per gli Studi di Herculaneum</strong>.</p>
<p>Il <strong>Cento Internazionale per gli Studi di Herculaneum</strong> – fondato nel 2007 dall’Associazione Herculaneum, società costituita da tre partner: la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, il Comune di Ercolano e la British School at Rome – è stato creato allo scopo di funzionare come punto di riferimento per l’inserimento della comunità locale e internazionale nella salvaguardia del patrimonio storico di <strong>Ercolano</strong>, tramite la costituzione di partnership, semplificando intellettualmente e fisicamente l’accesso al sito storico e incoraggiando reazioni ai beni culturali e archeologici della città.</p>
<p>Il progetto realizzato con le cinque scuole dell’area ercolanese, che hanno firmato un protocollo d’intesa col Centro, scommette sull’importanza dei giovani nella tutela del passato ercolanese. I collaboratori del Centro hanno operato a stretto contatto con i docenti degli istituti scolastici all’interno, nelle classi, e all’esterno, negli scavi, per formare i piccoli ambasciatori della <strong>cultura ercolanese</strong>. Gli alunni rivestiti di questo importante compito saranno i portavoce dell’importanza del patrimonio archeologico e culturale di <strong>Ercolano</strong>.</p>
<p>Il progetto, giunto allo stadio conclusivo del primo anno di sperimentazione, ha già dato i suoi primi frutti sia per quanto riguarda la formazione dei docenti sia nel lavoro realizzato nelle classi.</p>
<p>La presentazuione che si è tenuta il 30 maggio ha illustrato le diverse attività che sono state organizzate nell’ambito dell’iniziativa. Le attività tenutesi in classe sono state anticipate dalla formazione dei dieci docenti referenti per presentare i temi relativi al progetto e illustrare il patrimonio storico e archeologico del territorio. Gli alunni, invece, sono stati avviati per gradi alla conoscenza delle testimonianze del passato, reperibili sul territorio, grazie a percorsi diversificati per temi di ricerca. Il primo percorso ha presentato il lavoro dell’archeologo e ha fornito nozioni di conservazione, restauro e fruibilità. Le attività sono state essenzialmente di tipo ludico-laboratoriale e hanno privilegiato la creatività e la manualità degli alunni. La seconda fase dell’iniziativa vedrà le lezioni e le attività, attivate con i primi piccoli ambasciatori, traslate in un manuale che diventerà uno strumento didattico, utilizzato nelle scuole di <strong>Ercolano</strong> e oltre, per educare le nuove generazioni.</p>
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		<title>Italia, Napoli – Salviamo l’arte in Abruzzo</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 08:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Calogero</dc:creator>
				<category><![CDATA[redazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Ercolano]]></category>
		<category><![CDATA[Pompei]]></category>
		<category><![CDATA[Settimana della cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[In concomitanza con l’XI edizione della Settimana della cultura, la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei annuncia la sua adesione all’iniziativa di solidarietà, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, Salviamo l’arte in Abruzzo, che offre aiuto alle aree colpite dal terremoto che ha scosso l’Abruzzo lo scorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In concomitanza con l’XI edizione della <strong>Settimana della cultura</strong>, la <strong>Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei </strong>annuncia la sua adesione all’iniziativa di solidarietà, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, <em>Salviamo l’arte in Abruzzo</em>, che offre aiuto alle aree colpite dal terremoto che ha scosso l’Abruzzo lo scorso 6 aprile.<span id="more-731"></span></p>
<p>Il <strong>Museo archeologico di Napoli</strong> e le famose <strong>aree archeologiche di Ercolano e di Pompei</strong>, alle quali durante la <strong>Settimana della cultura</strong> (dal 18 al 26 aprile) il pubblico potrà accedere gratuitamente, offrono la possibilità di elargire una libera offerta presso gli uffici informazione e le biglietterie. La somma che si riuscirà a raccogliere sarà totalmente devoluta alla riedificazione del patrimonio culturale e artistico delle zone abruzzesi colpite dal sisma tramite il conto corrente 95882221 intestato a: Ministero per i Beni e le Attività culturali Salviamo l’arte in Abruzzo.</p>
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		<title>Italia, Pompei – prima lettura classica al Teatro Piccolo</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 08:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Calogero</dc:creator>
				<category><![CDATA[mostre]]></category>
		<category><![CDATA[storia romana]]></category>
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		<category><![CDATA[Cuma]]></category>
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		<description><![CDATA[Sabato 18 aprile 2009 alle ore 12 si è tenuta, presso il Teatro Piccolo di Pompei, la prima delle sei letture classiche che sono in programma all’interno dell’evento Archeologia e natura nella Baia di Napoli, realizzato con la collaborazione del Teatro Stabile Mercadante. L’attrice Cristina Donadio, sul palco del Teatro Piccolo (Odeion), usato un tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 18 aprile 2009 alle ore 12 si è tenuta, presso il Teatro Piccolo di Pompei, la prima delle sei <strong>letture classiche</strong> che sono in programma all’interno dell’evento <em>Archeologia e natura nella Baia di Napoli</em>, realizzato con la collaborazione del Teatro Stabile Mercadante. L’attrice Cristina Donadio, sul palco del Teatro Piccolo (Odeion), usato un tempo proprio per le declamazioni poetiche, ha letto alcuni brani di Omero, Fedro, Petronio, Marziale, Virgilio.</p>
<div id="attachment_712" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2009/04/cristina-donadio-letture-per-archeologia-e-natura.jpg"><img class="size-medium wp-image-712" title="cristina-donadio-letture-per-archeologia-e-natura" src="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2009/04/cristina-donadio-letture-per-archeologia-e-natura-300x198.jpg" alt="Cristina Donadio" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">Cristina Donadio</p></div>
<p><span id="more-679"></span></p>
<p>L’evento <em>Archeologia e natura nella Baia di Napoli</em> permetterà al pubblico di conoscere gli splendidi giardini e di percorrere il <strong>cammino archeologico-naturalistico extramoenia.</strong> Inoltre, gli utenti avranno la possibilità di visitare il vigneto del <strong>Foro Boario</strong>, aperto eccezionalmente dalle 10 alle 15 tutti i week end dei mesi di aprile e maggio. In più, i visitatori assisteranno alla presentazione dei nuovi impianti viticoli, come per esempio quello dell’<strong>Orto dei Fuggiaschi</strong>.</p>
<p>Nelle feste di Pasqua i turisti che hanno visitato <strong>Pompei</strong> hanno superato di circa seimila quelli dell’anno precedente; i visitatori di <strong>Ercolano</strong> sono raddoppiati, invece quelli di <strong>Villa Iovis</strong> di Capri triplicati; anche <strong>Cuma</strong> e <strong>Baia</strong> sono state interessate da fiumane di persone appassionate, mentre <strong>Posillipo</strong> ha visto la riapertura del suo parco archeologico e visite scaglionate. Quindi, i percorsi hanno aumentato l’affluenza turistica in Campania e sia turisti che cittadini hanno gradito la proposta in tutte le nove aree coinvolte, dai campi flegrei fino a Capri.</p>
<p>Annamaria Ciarallo, direttrice presso il Laboratorio di ricerche applicate facente capo alla Soprintendenza archeologica di Napolo e Pompei, si è detta soddisfatta dei risultati prodotti dall’iniziativa: grazie alle cartine e al materiale informativo distribuito in numerosi punti, molte persone sono riuscite a visitare più siti. Il pubblico più attento si è avuto a <strong>Posillipo</strong> e a <strong>Cuma</strong> dove i visitatori hanno anche comprato materiale di approfondimento.</p>
<p>Cristina Donadio presterà la sua voce per altre due letture classiche: una si terrà il 25 aprile presso Villa Poppea di Oplontis; mentre la seconda il 2 maggio presso Villa Damecuta ad Anacapri. Entrambe le letture saranno effettuate alle ore 12 e vi si potrà assistere senza biglietto supplementare.</p>
<p>Invece, le letture classiche che si terranno all’Odeon di Pompei il 16 maggio, sulla terrazza della casa di M. Nonio Balbo ad Ercolano il 23 maggio e alla Villa Gaiola di Napoli il 30 maggio saranno eseguite da Iaia Forte. Anche questo ciclo di letture incomincerà alle ore 12 e per assistervi non è necessario un biglietto supplementare.</p>
<p>Per maggiori informazioni si può telefonare al numero 0818575347, inviare una mail all’indirizzo <a href="mailto:INFOPOMPEI@TIN.IT">INFOPOMPEI@TIN.IT</a>  o visitare il sito <a href="http://WWW.POMPEIISITES.ORG" target="_blank">HTTP://WWW.POMPEIISITES.ORG</a></p>
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		<title>Italia, Ercolano – gli scavi sorprendono ancora: scoperto un rilievo di marmo d’arte greca</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 08:05:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Calogero</dc:creator>
				<category><![CDATA[scoperte]]></category>
		<category><![CDATA[storia romana]]></category>
		<category><![CDATA[Ercolano]]></category>
		<category><![CDATA[Herculaneum Conservation Project]]></category>

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		<description><![CDATA[Il recente ritrovamento proveniente dagli scavi di Ercolano ci porta all’arte greca: è un marmo da parete, compreso in un affresco, trovato il 18 di febbraio 2009 nel corso dei lavori per la manutenzione ordinaria di un suntuoso edificio residenziale scavato solo parzialmente presso la cosiddetta Insula nord-occidentale. L’opera raffigura scene dionisiache ed è ospitata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il recente ritrovamento proveniente dagli <strong>scavi di Ercolano</strong> ci porta all’<strong>arte greca</strong>: è un marmo da parete, compreso in un affresco, trovato il 18 di febbraio 2009 nel corso dei lavori per la manutenzione ordinaria di un suntuoso edificio residenziale scavato solo parzialmente presso la cosiddetta Insula nord-occidentale. L’opera raffigura <strong>scene dionisiache</strong> ed è ospitata presso il <strong>Museo Archeologico Nazionale di Napoli</strong>: il pubblico potrà visionarla sino al 13 di aprile nel corso della grande mostra che venne inaugurata nell’ottobre del 2008 e che riguarda i ritrovamenti del sito archeologico avvenuti in questi ultimi tre secoli.</p>
<p><a href="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2009/03/bassorilievo-ercolano.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-499" src="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2009/03/bassorilievo-ercolano.jpg" alt="bassorilievo-ercolano" width="300" height="170" /></a></p>
<p><span id="more-493"></span>Secondo quanto ha spiegato l&#8217;archeologa Maria Paola Guidobaldi (la studiosa responsabile dell&#8217;intero sito di Ercolano) la decorazione era inserita nel rivestimento d’intonaco affrescato della parete orientale di un grande ambiente decorato in <strong>IV Stile</strong>, a due metri di altezza dal pavimento. Un simile rilievo, sempre raffigurante scene dionisiache, venne scoperto nel 1997 e staccato dalla parete meridionale di questo medesimo ambiente, dove era inserito nella stessa maniera e alla medesima altezza dalla pavimentazione. Il rilievo, in marmo greco, reca sulla sua destra una Menade che danza e una divinità, forse Dioniso. Mentre sulla sinistra, di fronte a una scultura arcaistica del dio Dioniso con il kantharos, si possono vedere due figure femminili, una giovanile e l’altra adulta che poggia una mano sopra alla spalla della prima come per proteggerla. L’oggetto che la figura giovanile tiene fra le mani risulta problematico: una fiaccola oppure un arnese, probabilmente in rapporto a qualche rito particolare.</p>
<p>Non è ancora chiaro se esiste un nesso narrativo tra le due diverse scene in cui è strutturato il rilievo, prodotto da una bottega neoattica attorno alla prima metà del primo secolo dopo Cristo, oppure se, piuttosto, si tratta di un pastiche dove appaiono mischiati, o riadattati, scene e motivi dionisiaci, che, di sicuro, rispondevano a una scelta ben precisa del committente, che aveva scelto questo argomento anche per la parete meridionale dell’ambiente.</p>
<p>L’usanza di inserire <strong>typoi</strong> (rilievi in marmo) nella decorazione da parete &#8211; ha chiarito la Guidobaldi &#8211; è particolarmente in voga nel mondo romano dal primo secolo avanti Cristo, quando una ricca e istruita committenza chiede al mercato dell’antiquario di procurargli opere d’arte greca, originali o copie, da usare come decorazioni prestigiose nelle proprie abitazioni. A questo proposito, è esemplare un passo tratto da una lettera scritta da <strong>Cicerone</strong> nel 67 avanti Cristo (<em>Ad Atticum</em>, I, 10, 3) dove chiede all’amico di acquistargli due puteali scolpiti e alcuni rilievi in marmo da inserire proprio nel rivestimento pittorico collocato nell’atrio della sua celebre villa tuscolana.</p>
<p>La recente scoperta &#8211; conferma la Guidobaldi &#8211; ha consentito di documentare per la prima volta in modo compiuto la tecnica usata per incassare il typos nel muro: si scavava il paramento in opera reticolata fino a cinque centimetri di profondità e dentro a questa specie di nicchia veniva alloggiato il rilievo senza l’utilizzo di malta, ma grazie al supporto di due grappe in ferro su ognuno dei lati lunghi (1,08 metri) e di una grappa soltanto sui lati corti (0,57 metri), privi di cornice; infine, si rivestivano perfettamente i bordi con l’intonaco dipinto.</p>
<p>Il rilievo è stato staccato e, successivamente, restaurato da Giuseppe Farella, Antonio Rinaldi e Antonio Russo, Assistenti tecnico-scientifico operanti presso il Laboratorio di Restauro degli Scavi di Ercolano e coordinati da Giuseppe Zolfo, Restauratore Conservatore. il lavoro di distacco è stato eseguito con l’aiuto dell’equipe di Forte Costruzioni e Restauri s.r.l., nel corso delle attività assistenziali alla Soprintendenza incluse nelle attività di manutenzione straordinaria e ordinaria che sono state appaltate dalla British School at Rome direttamente (attuatore, grazie a un nuovo contratto di sostegno, dell’<strong>Herculaneum Conservation Project</strong>, sovvenzionato dal Packard Humanities Institute).</p>
<p>Il ritrovamento va a inserirsi nel contesto della mostra di affreschi, sculture, iscrizioni che in circa tre secoli di ritrovamenti sono venute alla luce da quel prodigio archeologico che è costituito dall’antica città di Ercolano. Ercolano, insieme alle ville di Oplontis e a Pompei, venne dichiarata nel 1997 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità per via dei suoi incredibili resti che offrono una testimonianza della società e della vita romana in maniera particolareggiata e con la freschezza della conservazione da potersi considerare unica nel mondo. Grazie alle elevatissime temperature provocate dall’eruzione del Vesuvio (79 d.C.) è stato determinato a Ercolano un fenomeno di conservazione originalissimo e privo di riscontri anche nella stessa Pompei, oltre gli affreschi e le sculture.</p>
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		<title>Inghilterra, Warwick – tornano all’antico splendore i colori dell’Amazzone proveniente da Ercolano</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 11:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Calogero</dc:creator>
				<category><![CDATA[restauri]]></category>
		<category><![CDATA[storia romana]]></category>
		<category><![CDATA[Ercolano]]></category>
		<category><![CDATA[Herculaneum Conservation Project]]></category>

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		<description><![CDATA[Un’antica testa di un’amazzone risalente all’epoca romana torna a splendere. Infatti, alcuni specialisti britannici, utilizzando tecnologie sofisticate, sono riusciti a recuperare i colori originali. Grazie al restauro degli scienziati del WMG, la divisione tecnologica che risponde all’Università di Warwick, l’antica testa potrà tornare a splendere nelle sue tinte originali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">Un’antica testa di un’amazzone risalente all’epoca romana torna a splendere. Infatti, alcuni specialisti britannici, utilizzando tecnologie sofisticate, sono riusciti a recuperare i colori originali. Grazie al restauro degli scienziati del WMG, la divisione tecnologica che risponde all’Università di Warwick, l’antica testa potrà tornare a splendere nelle sue tinte originali.</div>
<div id="attachment_147" class="wp-caption alignnone" style="width: 394px"><img class="size-full wp-image-147  " title="restauro-testa-amazzone1" src="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2009/01/restauro-testa-amazzone1.jpg" alt="Foto cortesia Hembo Pagi/University of Southampton" width="384" height="328" /><p class="wp-caption-text">Foto cortesia Hembo Pagi/University of Southampton</p></div>
<p><span id="more-143"></span><br />
La statua è stata trovata tra i resti di Ercolano e riproduce un’Amazzone ferita. Grazie alla cenere che la seppelliva si sono conservate, quasi per miracolo, le tracce degli originari colori dei capelli e degli occhi.</p>
<p>Per questa ragione, gli studiosi di archeologia dell’Herculaneum Conservation Project e dell’Università di Southampton che hanno portato alla luce la preziosa scultura, l’hanno affidata agli specialisti del WMG, poiché questi ultimi sono tra i pochi che possiedono elevate tecniche fondamentali per portare a termine felicemente un restauro tanto delicato qual è quello della guerriera.</p>
<p>Gli esperti britannici stanno usando una tecnica che, mediante delle scansioni molto dettagliate eseguite con il laser e una nuova tecnologia fotografica, è capace di ricomporre, nei più piccoli particolari, la testa romana tramite un modello tridimensionale. Questo lavoro si rivelerà utile per lo studio accurato dei materiali usati ai tempi in cui venne creata la scultura, evitando il rischio di danneggiamento di quella originale.</p>
<div id="attachment_154" class="wp-caption alignnone" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-154" title="restauro-testa-amazzone2" src="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2009/01/restauro-testa-amazzone2-150x150.jpg" alt="Foto cortesia University of Southampton" width="150" height="150" /> <p class="wp-caption-text">Foto cortesia University of Southampton</p></div>
<p>Per di più, grazie all’uso del computer potranno essere ricostruite le condizioni atmosferiche e luminose del periodo durante il quale la testa era esposta ad Ercolano, prima che il Vesuvio eruttasse e distruggesse la città, nel 79 dopo Cristo. In questo modo, a restauro concluso, si potrà collocare la scultura nella posizione ideale affinché venga ammirata dai visitatori.</p>
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