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	<title>ArcheoRivista - rivista di archeologia &#187; archeologia micenea</title>
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		<title>Grecia, isole Cicladi. Scoperto un relitto nelle acque di Polyaigos</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 23:03:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[archeologia micenea]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia subacquea]]></category>

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		<description><![CDATA[Il luogo di rinvenimento di un relitto, situato fuori dalla piccola e disabitata isola di Polyaigos (Cicladi) nell&#8217;Egeo centrale, sta per essere ufficialmente designato come &#8220;sito archeologico subacqueo&#8221; dal Ministero della Cultura greco. Il relitto, scoperto all&#8217;inizio del 2004, è stato esplorato dagli archeologi subacquei nell&#8217;autunno del 2009. Questi scavi hanno portato alla scoperta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="en-GB"><a href="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/relitto-Polyaigos.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3441" title="relitto-Polyaigos" src="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2010/03/relitto-Polyaigos.jpg" alt="relitto nelle acque di Polyaigos" width="600" height="338" /></a></p>
<p lang="en-GB">Il luogo di rinvenimento di un relitto, situato fuori dalla piccola e disabitata isola di Polyaigos (Cicladi) nell&#8217;Egeo centrale, sta per essere ufficialmente designato come &#8220;sito archeologico subacqueo&#8221; dal Ministero della Cultura greco.<span id="more-3438"></span></p>
<p>Il relitto, scoperto all&#8217;inizio del 2004, è stato esplorato dagli archeologi subacquei nell&#8217;autunno del 2009. Questi scavi hanno portato alla scoperta di importanti reperti archeologici, tra cui anfore, vasi in ceramica e frammenti delle ancore della nave. Inoltre, il relitto è stato fotografato e filmato nel dettaglio, permettendo la creazione di una foto-mosaico ad alta definizione, che assieme ad altre procedure ha permesso di designare l&#8217;area come sito archeologico subacqueo.</p>
<p>L&#8217;analisi delle anfore recuperate fa ipotizzare per il relitto una datazione che va dalla fine del V secolo a.C. alla prima metà del IV. Sono state identificati almeno tre tipi di anfore, una delle quali è originaria dell&#8217; antica Peparithos (l&#8217;isola di Skopelos), mentre le altre sono state identificate come appartenenti al gruppo delle anfore di età classica prodotte nelle aree di fabbricazione dell&#8217;Egeo settentrionale. Il relitto di Polyaigos, secondo l&#8217;annuncio del ministero, mette in luce la presenza di rotte commerciali marittime nel periodo classico e la circolazione delle merci nella parte sud-ovest della catena delle isola Cicladi.</p>
<p>Il nome di Polyaigos, isola che si trova vicino alle isole di Milo e Kimolos, significa “molte capre”, questo nome sta ad indicare che i greggi di capre, che appartenevano ai pastori delle due isole vicine, erano gli unici abitanti di questo luogo. Anche se sterile a causa dei pascoli per il bestiame, gli studiosi hanno osservato che Polyaigos ha delle spiagge mozzafiato, soprattutto sulla costa meridionale dell&#8217; isola, e anche un gran numero di grotte sulla superficie del mare, che ospitano la Foca Monaca mediterranea (Monachus monachus), una delle specie più in pericolo tra i mammiferi di tutto il mondo.</p>
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		<title>Creta, Messara – In cerca del labirinto del Minotauro</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 10:59:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dea Ortolani</dc:creator>
				<category><![CDATA[archeologia micenea]]></category>
		<category><![CDATA[scoperte]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli scavi intrapresi dall’archeologo Arthur Evans nell’isola di Creta tra il 1900 e il 1935, venne alla luce il cosiddetto Palazzo reale del leggendario re Minosse che, secondo lo studioso, confermava anche la presenza del labirinto in cui sarebbe stato rinchiuso il Minotauro, uomo dalla testa di toro nato dall’unione tra la moglie del re, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2827" class="wp-caption alignnone" style="width: 490px"><a href="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2010/01/creta-palazzo-minosse.jpg"><img class="size-full wp-image-2827" title="creta-palazzo-minosse" src="http://www.archart.it/rivista-archeologia/wp-content/uploads/2010/01/creta-palazzo-minosse.jpg" alt="Palazzo reale di Cnosso a Creta" width="480" height="319" /></a><p class="wp-caption-text">Palazzo reale di Cnosso a Creta</p></div>
<p>Negli scavi intrapresi dall’archeologo <strong>Arthur Evans</strong> nell’isola di <strong>Creta</strong> tra il 1900 e il 1935, venne alla luce il cosiddetto <strong>Palazzo reale</strong> del leggendario re <strong>Minosse</strong> che, secondo lo studioso, confermava anche la presenza del labirinto in cui sarebbe stato rinchiuso il <strong>Minotauro</strong>, uomo dalla testa di toro nato dall’unione tra la moglie del re, <strong>Pasifae</strong>, e un toro bianco.</p>
<p>La scoperta che ha attirato per decenni migliaia di turisti curiosi a Cnosso deve essere però rivista.<span id="more-2825"></span></p>
<p>Secondo gli studi intrapresi l’estate scorsa da un equipe di inglesi e greci, guidati dal Prof. <strong>Nicholas Howarth</strong> dell’Università di Oxford, il labirinto sarebbe da collocare a Messana, antica capitale romana dell’isola a circa 30 km da Cnosso, in cui si troverebbero una serie di caverne naturali e cunicoli per una lunghezza di cinque chilometri nel quale è facile perdersi.</p>
<p>Purtroppo, come conferma Howarth, le evidenze archeologiche non aiutano alla corretta identificazione del sito anche se le fonti storiche, tra cui Plinio il Vecchio (23 – 79 a.C.), confermerebbero la reale presenza del labirinto a Creta.</p>
<p>Sembra quindi ancora lontana la possibilità di far luce su questo enigma che continuerà ad essere alimentato dalla leggenda e dalla curiosità di migliaia di appassionati.</p>
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		<title>Grecia, Atene – portata alla luce una spada appartenente a un principe guerriero miceneo</title>
		<link>http://www.archeorivista.it/0077_grecia-atene-%e2%80%93-portata-alla-luce-una-spada-appartenente-a-un-principe-guerriero-miceneo/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 13:56:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martina Calogero</dc:creator>
				<category><![CDATA[archeologia micenea]]></category>
		<category><![CDATA[preistoria]]></category>
		<category><![CDATA[scoperte]]></category>

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		<description><![CDATA[In Grecia, all’interno di una tomba è stata trovata una spada appartenente a un principe guerriero miceneo, impreziosita da un’impugnatura molto rara rivestita d’oro. Gli esperti affermano che la spada appena ritrovata convaliderebbe l’ipotesi che il popolo miceneo commerciasse con la penisola italica già più di 3200 anni addietro. La scoperta è stata fatta da una squadra di archeologi greci, i quali hanno scavato il sepolcro di un nobile miceneo ad ovest della città di Atene, nel sito di Kouvara Phyteion.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Grecia, all’interno di una tomba è stata trovata una spada appartenente a un principe guerriero miceneo, impreziosita da un’impugnatura molto rara rivestita d’oro. Gli esperti affermano che la spada appena ritrovata convaliderebbe l’ipotesi che il popolo miceneo commerciasse con la penisola italica già più di 3200 anni addietro. La scoperta è stata fatta da una squadra di archeologi greci, i quali hanno scavato il sepolcro di un nobile miceneo ad ovest della città di Atene, nel sito di Kouvara Phyteion.<span id="more-77"></span></p>
<p>Il ritrovamento, che è stato esaminato in un laboratorio scientifico austriaco, venne fusa col bronzo nel dodicesimo secolo avanti Cristo in una forgia della penisola italica, presumibilmente nelle regioni del sud. La lunghezza della spada è di 94 cm e, secondo gli archeologi che l’hanno portata alla luce, considerando l’epoca di fattura è molto rara per via del rivestimento dell’elsa in oro.</p>
<p>Nel medesimo sito di Kouvara Phyteion gli studiosi hanno anche trovato, cercando sempre all’interno della sepoltura del principe guerriero, una spada di bronzo con l’elsa di osso, dei gambali bronzei, una lancia, due staffe per andare a cavallo, un paiolo treppiede di bronzo, una freccia, una coppa dorata per bere il vino.</p>
<p>Gli esperti che stanno esaminando le testimonianze trovate nella tomba del principe guerriero pensano che il popolo miceneo intrattenesse intensi rapporti con gli altri popoli stanziati nel basso Mediterraneo già dal tredicesimo secolo avanti Cristo. La civiltà micenea dominò una grossa porzione della Grecia tra il diciassettesimo e il dodicesimo secolo avanti Cristo, costituendo colonie sia in Asia minore che sull’isola di Cipro.</p>
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