Il 2 Agosto sono iniziati gli scavi archeologici sul monte Castelon a Marano e subito è emersa l’importanza dei resti di un antico tempio romano dedicato alla dea Minerva già noto da molto tempo. Già tre anni fa infatti era stato eseguito un saggio archeologico che aveva portato alla luce parti di una pavimentazione e resti di murature del tempio, e nelle vicinanze, resti di un castello d’epoca scaligera. Prosegui la lettura »
Archivio per la tematica scoperte
Giovedì 2 settembre 2010, alle 21, presso la Biblioteca di Travo, il Gruppo archeologico La Minerva ha presentato una nuova e importante scoperta: il ritrovamento di una grande necropoli nel piacentino, in località Sant’Andrea, presso il villaggio neolitico di Travo. Il sito ha restituito 120 tombe databili a un periodo compreso tra il sesto e il settimo secolo dopo Cristo, oltre a reperti in ceramica, canalette di drenaggio, pozzi e resti di mura in pietra. Gli archeologi pensano che in questa zona si siano alternate numerose generazioni, dalla preistoria al medioevo e sino ai giorni nostri. Prosegui la lettura »

Sebbene le conoscenze e gli strumenti a disposizione dei nostri antenati fossero alquanto limitati, la recente scoperta effettuata a Ikiztepe, insediamento turco sul Mar Nero, testimonia che l’uomo iniziò a curare e praticare la chirurgia sul cervello all’inizio dell’Età del Bronzo. Prosegui la lettura »
In una grotta della Galilea, vicino a Hilazon Cave, nei pressi di Sakhnin, è venuto alla luce un sito archeologico che conserva un banchetto rituale di 12 mila anni fa. Gli esperti hanno ricostruito la storia del banchetto che probabilmente era una specie di grande rituale funerario, collocandolo più o meno durante il Neolitico. Quest’epoca si contraddistingue per la nascita dell’agricoltura che cambiò radicalmente la vita dei popoli da nomade a sedentaria. Questa trasformazione passò attraverso rituali e riti collettivi che accompagnarono il passaggio da una vita forastica a una legata all’agricoltura. Prosegui la lettura »
Germania, Haithabu. Scoperta la “Wiglesdor”, unica porta nel vallo dei Vichinghi (aggiornato)
ago 29

Una importante scoperta anima in questi giorni il mondo dell’archeologia nord europea: un gruppo di archeologi tedeschi ha infatti individuato e portato alla luce la porta (l’unica esistente) che permetteva il superamento del vallo edificato dai Vichinghi per proteggere il loro regno. Prosegui la lettura »
Nei fondali delle acque di Gela sono stati recuperati diciotto reperti fittili, databili a periodi diversi, compresi tra il quinto secolo avanti Cristo e il quinto secolo dopo Cristo. Autori del ritrovamento i Carabinieri del locale reparto territoriale e quelli del nucleo subacquei di Messina. Il sito in cui è avvenuta la scoperta è lo stesso in cui sono stati ritrovati i relitti di antiche imbarcazioni greche e recuperate molte altre testimonianze, definite di grande interesse storico, e si parla di un grosso sito archeologico tutto da indagare. Prosegui la lettura »

Suscita curiosità e fascino il quadro “I tre filosofi” di Giorgione (1477 – 1510), composto nel 1508 e conservato oggi al Kunstistorisches Museum di Vienna, per via di una serie di simboli ed elementi misteriosi che vi sono contenuti. Prosegui la lettura »
Individuata l’unica porta di Danewerk, il vallo di trenta chilometri eretto nell’ottavo secolo dai Vichinghi per proteggere il loro regno. L’enorme muraglia, costruita con blocchi di pietra pesantissimi nell’ottavo secolo e larga tre metri, separava il regno del popolo scandinavo da quello dei Franchi di Carlo Magno.
Sembra che la moda più antiestetica della storia dell’uomo, ovvero l’accoppiata calzino e sandalo, sia stata ereditata dagli antichi Romani. Lo confermerebbe il ritrovamento in un sito archeologico del North Yorkshire di frammenti di fibre incastrati in una calzatura simile a un sandalo e la scoperta delle prove dell’esistenza di calzini in quattordici tombe che si trovano nella periferia dell’area. Prosegui la lettura »
Il Comitato di salute pubblica, comandato come il più terribile dei soviet dal folle Maximilien Robespierre, votò unanimemente nel 1739 tre leggi volte all’annientamento fisico e psicologico della piccola regione della Vandea Militare, adagiata sul corso della Loira nella Francia occidentale, colpevole per i giacobini di essere cattolica, fedele al re Borbone ghigliottinato qualche mese prima e, soprattutto, controrivoluzionaria. La Vandea venne così tormentata, fino alla caduta in disgrazia di Robespierre nel 1974, dalle Colonne Infernali guidate da Louis Marie Turreau de Garambouville, le squadracce di tagliagole responsabili del primo genocidio della storia, forte della teoria razzistica elaborata negli anni precedenti e compiuto in nome di teorie malthusiane rielaborate dai pensatori illuministi. Prosegui la lettura »
Scoperto sulla splendida isola greca di Itaca il palazzo del celebre eroe omerico, Ulisse: si tratterebbe della casa dove la moglie Penelope lo aspettò per anni durante la mitica guerra di Troia e le successive avventure. La notizia è stata comunicata dal professor Athanasios Papadopoulos dell’Università di Ioannina, che con la moglie Lisa Papadopoulou Condorli coordina da sedici anni gli scavi sull’isola. Prosegui la lettura »

Nel Tarantino sono stati individuati i resti di una nave di epoca romana, un relitto databile a un periodo compreso fra il II e il I secolo avanti Cristo. Il ritrovamento è avvenuto nelle acque di San Pietro in Bevagna (Ta), sulla costa orientale, localià celebre per un’altra nave romana affondata che trasportava sarcofagi di marmo, in parte lavorati e in parte abbozzati. Prosegui la lettura »

Un piccolo tesoro, costituito da centosette monete d’argento risalenti al primo secolo avanti Cristo e da un medaglione d’epoca punica è venuto alla luce a Pantelleria.
Il ritrovamento è stato effettuato presso l’Acropoli di Santa Teresa durante i lavori di scavo diretti da Thomas Schafer dell’Università di Tubinga e da Massimo Osanna, docente dell’Università di Matera. Il sito è indagato continuativamente dal 2000 grazie al lavoro di una quarantina di persone, tra studenti e specializzandi nel campo dell’archeologia.
(nota. La foto non si riferisce alle monete del ritrovamento in questione, ma ad altro rinvenimento, e ha solo valore esplicativo, non documentario specifico)
Le tombe faraoniche restituiscono un nuovo mistero: si tratta di un piccolissimo scarabeo in pietra, dall’aspetto quasi insignificante, che all’epoca era abitudine comune indossare, ma con la particolarità di avere un’incisione singolare e unica nel suo genere. Tre piccoli buchi, uguali per forma, struttura e posizione all’allineamento delle tre stelle appartenenti alla cintura di Orione, il disegno sul quale si basano la progettazione e la costruzione delle tre grandi piramidi di Giza. Prosegui la lettura »

A Scarborough, nel North Yorkshire, in Inghilterra, è venuta alla luce un’abitazione di oltre diecimila anni. Ad effettuare il sensazionale ritrovamento sono stati gli studiosi dell’Università di Manchester e New York che, indagando l’area di Star Carr già da diversi anni, hanno ritrovato una pianta abitativa di forma circolare con diametro di 3,5 metri. Prosegui la lettura »


