I militari del Nucleo regionale tutela patrimonio culturale della Calabria sono riusciti a recuperare 7.000 beni archeologici attraverso una serie di indagini effettuate in alcuni centri siti nei dintorni di Vibo Valentia. Nel corso delle perquisizioni è stato posto sotto sequestro l’ex Museo Civico di Nicotera. Grazie a questa operazione è stato possibile denunciare, per impossessamento illegale di reperti archeologici, tre individui in stato di libertà. I carabinieri del nucleo regionale, sotto la direzione del capitano Raffaele Giovinazzo, hanno ritrovato i reperti dopo una serie di perquisizioni eseguite a Tropea, Cessaniti e Capo Vaticano.
Del coordinamento dell’operazione, in corso dal novembre scorso (2008), si è occupata la Repubblica di Vibo Valentia. L’indagine si è divisa in tre scaglioni e ha condotto i militari al ritrovamento di reperti paleontologici e archeologici detenuti illecitamente. Al momento della perquisizione del museo di Nicotera, avvenuta a novembre, i carabinieri avevano rilevato l’assenza di documenti autorizzativi da parte della struttura e posto sotto sequestro 593 reperti paleontologici e 123 archeologici. Invece, nel corso del mese di aprile (2009), i militari hanno svolto diverse perquisizioni domiciliari, sequestrando 6600 reperti, trafugati dalle aree archeologiche di Nicotera, Tropea, Capo Vaticano, Cessaniti, Briatico e Ionadi.
Gli straordinari esiti di questa operazione sono stati comunicati alla stampa dal Procuratore Mario Spagnuolo (Repubblica di Vibo), da Enrica Medori (sostituto procuratore), dal Comandante Raffeale Giovinazzo (Nucleo tutela patrimonio culturale) e da Caterina Greco (Soprintendente archeologa della Calabria).
L’ex Museo posto sotto sequestro dai militari, che esponeva i suoi manufatti presso i locali del Castello Ruffo, conserva reperti di provenienza locale databili a un periodo cronologico piuttosto ampio che parte dall’epoca preistorica sino al Medioevo e copre un arco di tempo che va dall’800 a.C. al 400 d.C. Tra questi manufatti sono annoverati anche quelli relativi all’età arcaica durante la quale presso la marina di Nicotera dovea situarsi l’Emporion appartenente alla colonia di Medma.
Il Museo Civico custodisce anche frammenti di ceramica d’epoca medievale e alcune ceramiche romane risalenti al IV sec. a.C. e una raccolta numismatica. In esposizione i reperti fossili di mammiferi dell’età preistorica e un frammento dell’osso parietale appartenente a un bimbo neandertaliano, corredi funebri databili all’Età del bronzo finale provenienti dalla necropoli di Torre Galli e corredi dell’Età del ferro. Le tombe a fossa delle aree limitrofe aggiungono all’esposizione museale fusaiole, fibule, coppelle, pendagli di bronzo e armi quali gran pettorali e lance.
Uno dei locali espone anche reperti risalenti al VI e al V sec. a.C., provenienti dai siti dell’area marina. Inoltre, l’ex Museo Civico conserva statuette rappresentanti soggetti desunti dalla tradizione mitologica, create dalla scuola artigiana sita a Medma, di cui le opere più pregiate sono esposte presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 4 giugno 2009 - Email info@archart.it
