Italia – Reperti archeologici trafugati: recuperi in Italia e rientri dall’estero


 

Buone notizie per la lotta contro i furti e il traffico internazionale di materiale archeologico: il fortunato ritrovamento in Italia di un patrimonio archeologico dall’immenso valore e il recupero all’estero di un sostanzioso tesoro. 

Il bottino ritrovato in Italia possiede un valore commerciale pari a 250 mila euro e comprende monete risalenti a un periodo compreso tra il quinto e il terzo secolo avanti Cristo, alcune ceramiche figurate, un’epigrafe tombale d’età romana e una testina egizia che riproduce un sacerdote d’età Tolemaica. Questi reperti archeologici, dotati di un immenso valore storico, erano stati sottratti all’umanità da scavi clandestini realizzati nelle zone di Nomentana antica e di Mentana e sono stati restituiti grazie a due diverse operazioni, denominate Iside e Feno e condotte a Roma dai militari del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.

Il patrimonio ritrovato all’estero è stato riunito nel corso di quattro operazioni condotte sempre dai Carabinieri. I militari hanno recuperato manufatti archeologici dall’immenso valore scientifico e commerciale. Due dipinti bizantini, sottratti circa vent’anni fa da una chiesa rupestre sita vicino a Caserta, sono stati trovati dalle forze dell’ordine greche nell’isola di Schinoussa, all’interno della casa della sorella di un contrabbandiere italiano e sono stati restituiti all’Italia dal Ministero della cultura greco. I due affreschi, se immessi all’interno del circuito del mercato clandestino, sarebbero valsi più di 500 mila euro.

A queste due opere si aggiunge un terzo dipinto, originario della provincia di Salerno, presumibilmente trafugato da una costruzione in onore di San Bartolomeo. Purtroppo di quest’ultimo non è stata trovata alcuna documentazione che ne dimostri la provenienza, quindi , per ora, rimane in Grecia, custodito dalla polizia giudiziaria.

Il direttore generale per i Beni Archeologici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Stefano De Caro, spiega che i dipinti sono stati sottratti da un sito archeologico, interessato da alcuni decenni dal fenomeno della depredazione, perpetrato da bande collegate alla malavita organizzata. L’area, sita a pochi chilometri da Cassino, rappresenta un ampio sito archeologico dove si conservano un Castello del XV secolo e una dogana d’epoca borbonica abbandonata.

Invece, dalla Svizzera rientrano 251 oggetti, trafugati per mezzo di cantieri abusivi in Campania, Calabria, Puglia ed Etruria Meridionale. I reperti erano stati comprati da due fratelli libanesi che, al principio di maggio, hanno scelto di restituirli, ancora imballati nelle cassette per la frutta.

Ancora dalla Svizzera torna in Italia, resa da un antiquario privato, un’anfora attica decorata con figure nere databile al sesto secolo avanti Cristo e attribuita al Gruppo del Leagros. L’oggetto era stato trafugato a Palermo, dai magazzini del Museo Archeologico Salinas.

 

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