Firenze. La TV viola il buon senso, e anche la legge


 

E’ accaduto a Firenze, in Piazza della Signoria. Il 27 giugno 2011 una delle principali emittenti televisive ha trasmesso, in prima serata, una puntata di un reality show in cui un gruppo di giovani e aitanti definiti “tamarri” si è intrattenuta nella città “culla del Rinascimento italiano” per visitare gli Uffizi e i luoghi più significativi (ma anche quelli mondani del capoluogo toscano). E fin qui nulla di anomalo.

Nella notte i ragazzi del reality si sono messi a giocare a calcio in piazza della Signoria, cuore storico e culturale della città, sede del potere civico, luogo che annovera meraviglie architettoniche come Palazzo Vecchio (XIII-XIV secolo) e scultoree come la copia del David di Michelangelo. Il tutto avveniva come da copione e l’improvvisata partita veniva ripresa dalla troupe televisiva.

A questo punto, andando oltre la povertà culturale della trasmissione, c’è da chiedersi se sia giusto e lecito che i grandi mezzi di comunicazione nazionali trasmettano questo pessimo messaggio educativo, che incita e promuove un comportamento che sa davvero di “angheria” ai danni del povero patrimonio culturale italiano, già trasandato e derelitto.

Giova ricordare, inoltre, che oltre a scadere nella promozione del cattivo gusto, l’emittente TV e il gruppo di giovani hanno commesso e promosso un’infrazione di tipo legale, oltre che “civica”, poiché il Codice Penale, libro III, Articolo 660 parla chiaro e stabilisce che:

“Chiunque, in luogo pubblico, o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a 516 euro.”

Come redazione di ArcheoRivista aggiungiamo: dov’erano i Vigili così solerti a multare chiunque commetta una minima infrazione? Forse di notte dormono?  O forse questi “cafoni” stranieri hanno uno speciale lasciapassare per fare quello che vogliono?

 

Questo articolo ha un commento

  • Elvino Politi scrive:

    E’ la sintesi dello sbando e della continua mortificazione a cui è condannato il nostro Paese. Il susseguirsi di trasmissioni, soprattutto su determinate emittenti, non fa altro che accrescere la povertà culturale della popolazione. E’ umiliante come proprio in Italia ci si ritrovi periodicamente a parlare di questo argomento, ora per un motivo, ora per l’altro. E come giustamente Voi sottolineate, chi ha l’obbligo di tutelare quanto è stato affidato (in primis le forze dell’ordine, poi passerei in rassegna anche le forze politiche e le soprintendenze che hanno dato il nulla osta alle riprese e in seguito alla trasmissione non hanno mosso dito)e che è costantemente pronto a multare il turista che fa una foto in più o a maltrattare lo studente volontario che vuole prestare gratuitamente la sua opera di supporto,cosa fa in questa situazione? Credo che il “sonno” a cui fate riferimento è soprattutto quello della ragione…con la cultura ed il senso civico soffocati dalle “tamarrate” e dal libertinaggio incontrollato.

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