
Il campanello di allarme per il patrimonio archeologico presente sul territorio flegreo suona di nuovo. È Legambiente a richiamare l’attenzione sul Tempio di Apollo, il cui stato di conservazione è precario ed è costantemente a rischio di crollo. Il Tempio, che si affaccia sul Lago d’Averno, venne erroneamente interpretato come un edificio di culto, mentre era un grande complesso termale di epoca imperiale, ideato per consentire l’uso delle fonti di acque termo-minerali che lì, molto probabilmente, sgorgavano.
A lanciare l’allarme è stato l’archeologo Gervasio Illiano, rappresentante di Legambiente che ha spiegato al Corriere di come le antiche strutture termali siano completamente abbandonate, l’interno sia invaso dagli alberi e i piccoli crolli di tufo non facciano presagire niente di buono. I danni strutturali causati dai secoli e dall’incuria impediscono a questo antico complesso di restare in piedi ancora per molto. Infatti, le numerose crepe strutturali e lacune, concentrate alla base della struttura, sono chiari segnali di pericolo e indicatori di un probabile cedimento delle strutture superiori.
Purtroppo questo non rappresenta il primo grido di allarme sulle condizioni di conservazione dell’inestimabile patrimonio culturale del territorio flegreo che versa in stato di incuria totale e di semi abbandono. Esemplare è il fatto che allertamenti e segnalazioni arrivino sempre da addetti ai lavori, cittadini e appassionati di archeologia che vedono il loro passato sgretolarsi davanti ai loro occhi, a causa della mancanza di sostengo e della noncuranza delle istituzioni centrali e locali. Benché sia evidente la necessità di un intervento di recupero archeologico e di valorizzazione territoriale, magari per mezzo di operazioni di promozione turistica, al momento tutto tace e le testimonianze del passato crollano.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 18 giugno 2011 - Email info@archart.it
