
È stato approvato dal Consiglio Superiore dei Beni culturali il programma da 105 milioni di euro per recuperare Pompei e la zona flegrea, che era stato annunciato nei mesi scorsi da Roberto Cecchi, Segretario Generale del Ministero e Commissario Straordinario per l’archeologia a Roma. Il piano si articola in cinque fasi di intervento che saranno attuate contemporaneamente sino al dicembre del 2015. Per risanare il grande sito archeologico campano che si sviluppa per 65 ettari si incomincerà con il Piano della conoscenza, ovvero verifiche e rilievi seguite da uno studio idrogeologico, particolarmente necessario dopo i clamorosi crolli e gli smottamenti dell’autunno 2010.
Su questa prima fase del progetto non mancano le polemiche. La Uil ha chiesto al Ministro Galan di assegnare gli incarichi con gare regolari, minacciando di rivolgersi alla magistratura. Mentre Carmine Gambardella, preside della Facoltà di Architettura di Napoli e presidente di Benecon, invita ad evitare gli sprechi e ricorda che il Benecon ha già eseguito negli ultimi anni un lavoro di mappatura in collaborazione con la Guardia di Finanza che sarebbe completabile a costo zero con metodologie uniche in Italia. Malgrado ciò, il Piano della conoscenza prevede una serie di verifiche mirate al controllo dello stato di conservazione degli edifici e delle superfici e delle condizioni strutturali, considerato che Pompei è situata in un’area a rischio sismico.
Questo lavoro capillare, per cui è previsto un costo di otto milioni di euro, verrà assegnato a sei equipe di tecnici formate da archeologi, architetti e ingegneri e servirà a stabilire le priorità su cui intervenire. L’indagine idrogeologica, invece, costerà duecento mila euro. In parallelo partirà il Piano delle opere, che comprende il restauro anche preventivo degli edifici per una spesa di ottantacinque milioni di euro. Per la fine del 2012 è in programma l’avvio del Piano della fruizione e della comunicazione che verrà ultimato entro il 2014 e mirerà a rendere la zona degli scavi più accogliente per i turisti con servizi e informazioni più precise per guidare i visitatori, ma anche a potenziare le presenze. Questa fase costerà complessivamente sette milioni di euro: due per comunicazione e promozione, cinque per l’adattamento dei servizi al pubblico.
Dopo il Piano della conoscenza partirà il Piano della sicurezza, che si propone di potenziare il sistema anti intrusione e costerà due milioni di euro. In parallelo verrà avviato il Piano di rafforzamento e capacity building, da portare a termine entro il 2014 con un costo complessivo di 2,8 milioni di euro. Benché lo stato di emergenza a Pompei non finirà mai, la cura può incominciare.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 11 giugno 2011 - Email info@archart.it
