Palestro (Pv). Restaurato l’Ossario


 

restaurato l’Ossario di Palestro

Nell’ambito del progetto “I Luoghi della Memoria”, promosso dal Consiglio dei Ministri, è stato restaurato l’Ossario di Palestro, opera del Sommaruga nella quale riposano i resti dei caduti che si sacrificarono per salvare Palestro e l’Italia il 31 maggio 1859. Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato: il sindaco di Palestro e i sindaci dei comuni interessati dalle battaglie della Guerra di Indipendenza del 1859; i consoli onorari e i parlamentari presenti nella provincia di Pavia; Alberto Artioli, Soprintendente ai beni architettonici e artistici di Milano; Paolo Peluffo, coordinatore nazionale del 150°; il generale di brigata, Camillo de Milato, Comandante militare di Milano per l’Ersercito.

Quella di Sommaruga è una delle opere commemorative più belle e originali, con le sue bizzarre decorazioni orientaleggianti. All’interno del monumento, coperto di pasta vitrea, sono custoditi i teschi di centinaia di soldati morti: italiani, austriaci, francesi, cechi, ungheresi, algerini. E in quei fatidici giorni del maggio 1859 avevano tutti imparato a cantare la stessa canzone: la bella gigogin. E morirono in tremila cantando quella canzone. Oggi riposano insieme commemorati da questo splendido monumento. Dietro al monumento spicca la raffigurazione di Cavour, il creatore dello Stato moderno.

Le intemperie e l’erbaccia avevano quasi distrutto questo ossario che oggi, grazie all’intervento della Presidenza del Consiglio, è tornato a risplendere. Si tratta di un edificio a base quadrata, con uno zoccolo a tre scaglioni da cui si stacca una seconda struttura sovrastata da un’alta struttura a punta, abbellita con leoni in marmo e inserti ceramici e conclusa da un’aquila di bronzo in volo. Gli ambienti interni raccolgono le spoglie dei caduti.

Fra le cento opere d’arte restaurate grazie al progetto “I Luoghi della Memoria”, l’ossario era uno di quelle maggiormente degradate. Oggi i colori dei marmi sono stati recuperati e le ceramiche e i bronzi ripuliti. Il risanamento complessivo della struttura garantisce nuova vita a un monumento importante sia per ciò che commemora sia per la notevole qualità architettonica.

 

Questo articolo ha un commento

  • Simone PietroTribbia scrive:

    come restauratore posso dire che ho messo mano ad un’architettura molto particolare, inserita in un contesto nel quale, la memoria della battaglia sembra rivivere nelle espressioni dei mascheroni del primo ordine del Sacrario, il tutto merita di essere visto, vissuto e conosciuto con la poesia di Archibald Mac. Leish – I giovani soldati morti , che rieccheggia nell’aria

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