
Scoperte nell’estate del 2003 a Luco dei Marsi, insieme ad alcuni oggetti offerti alle divinità, le statue che raffigurano le dee di Angizia diventano protagoniste della mostra allestita dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo presso la sezione archeologica del Castello Piccolomini di Celano (Aq). Nello stesso spazio è esposta anche la Collezione Torlonia che mostra le testimonianze archeologiche recuperate nel corso del prosciugamento del Lago Fucino.
Dopo gli allestimenti espositivi ai Musei Capitolini e al Colosseo a Roma, i reperti ritentrano per un omaggio d’obbligo all’Abruzzo, che conserva e restituisce ancora moltissime testimonianze di un passato articolato e aperto alle numerose contaminazioni provenienti dall’esterno. Infatti, le due figure in marmo, che raffigurano Venere/Afrodite e Cerere/Demetra, risalgono a una tradizione scultorea sviluppatasi nel secondo secolo avanti Cristo sull’isola di Rodi. La statua in terracotta che ritrae la divinità seduta in trono rappresenta un caso singolare nel panorama archeologico abruzzese: un’opera eccezionalmente raffinata, datata tra terzo e secondo secolo avanti Cristo. La mostra, aperta fino al 25 giugno, è un’opportunità imperdibile perché dal primo luglio fino a novembre, la statua andrà i prestito al Castello del Buonconsglio di Trento.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 2 giugno 2011 - Email info@archart.it
