Iraq – il governo ricompensa chi restituisce reperti archeologici rubati


 

La ricompensa per chi voglia restituire un reperto archeologico rubato? In Iraq consiste in una somma di denaro. Vista la scarsità di quanto è stato restituito sino ad oggi, il governo iracheno ha deciso che i Ministeri competenti possono procedere in questo senso. 

La notizia è stata riportata da “al Sabah”, giornale di stato iracheno, che ha pubblicato quanto vergato dal Consiglio dei Ministri in un decreto, atto alla tutela dell’archeologia e dei musei dell’Iraq. Il provvedimento appena emesso decreta che il Ministro della Finanza avrà il compito di destinare alcuni fondi per un premio in denaro destinato a coloro che restituiranno reperti archeologici o manoscritti antichi, poiché numerosi cittadini, per via della mancanza di questa ricompensa, hanno preferito non farlo.

Come ricompensa ulteriore agli onesti cittadini verrà anche assegnata una targa con inciso lo stemma del governo, quello dell’Ente trasparenza e quello dell’Ente Archeologico iracheni.

Inoltre, il governo iracheno ha domandato all’Ente archeologico di realizzare una lista che enumeri i reperti trafugati in ogni provincia dell’Iraq. L’enormità dei danni provocati al vastissimo patrimonio archeologico mesopotamico dai furti avvenuti sotto la luce del sole dopo il crollo del regime del dittatore Saddam Hussein, ha addirittura colpito l’opinione pubblica internazionale. Sulla base delle testimonianze e delle incriminazioni delle autorità irachene, la depredazione dei tesori custoditi presso le aree archeologiche di questo ricchissimo stato è proseguita sino al 2007.

 

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