
Sono diciassette le piramidi, mille le tombe e tremila gli insediamenti antichi nascosti che è stato possibile individuare per mezzo delle immagini a infrarossi da satelliti. Questo è un importante risultato di un progetto, attivo già da un anno, condotto dall’egittologa Sarah Parcak dell’Università dell’Alabama e Birmingham. L’identificazione è possibile proprio per mezzo delle caratteristiche stesse dell’infrarosso: penetrando nel terreno, mette in evidenza le differenti densità dei vari materiali sepolti. Quindi, in Egitto, risulta essere una metodologia molto efficace dato che le strutture in passato venivano edificate in mattoni di fango essiccati al sole, più densi rispetto al terreno circostante.
Le prime conferme dell’efficacia di tale metodologia sono arrivate dagli scavi di Saqqara e di Tanis che hanno confermato le immagini satellitari ottenute nel corso del progetto.
Secondo la Parcak i siti identificati sarebbero solo alcuni di quelli ancora sepolti, cioè quelli più superficiali. Ma afferma che “ve ne sono migliaia che il Nilo avrebbe ricoperto di detriti con il passare dei secoli”, e che quindi potrebbero trovarsi a una maggiore profondità.

Autore: Melania Marano - pubblicato in data 26 maggio 2011 - Email marano@archart.it
