
Venerdì 6 maggio 2011 si è tenuta nel complesso di Santa Maria della Scala di Siena una conferenza di studio sullo scheletro più antico di Homo Sapiens scoperto in Toscana, che è stato esposto in una teca blindata.
Le vicende che hanno portato al ritrovamento del cosiddetto Uomo del Chiostraccio, risalente a 15 mila anni fa e ritrovato dall’Università di Siena, iniziano nel 1962, quando l’Associazione Speleologica Senese recuperò uno scheletro umano completo durante una ricognizione nella grotta del Chiostraccio.

Il reperto fu poi consegnato all’Istituto di Paleontologia Umana dell’Università di Siena e in seguito all’analisi da parte dagli studiosi dell’Università di Pisa fu ipoteticamente fatto risalire al Neolitico, senza che gli fosse assegnata troppa importanza. Negli anni seguenti si persero le tracce dell’Uomo del Chiostraccio, finché, nel 2010, Ivan Martini, dottorando dell’ateneo senese, si occupò nuovamente di quel lontano ritrovamento anche a seguito della scoperta di alcune ossa di orso all’interno della medesima grotta.

Alcuni frammenti di osso furono quindi traferiti al laboratorio Beta Analytic di Miami per l’analisi al C14 che li ha datati sorprendentemente a 15.210-15.000 anni fa. Questo vuol dire che si tratta dello scheletro di Homo Sapiens più antico mai ritrovato in Toscana e che la sua scoperta va collocata nel novero dei più antichi resti riferibili a Homo sapiens in Italia.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 8 maggio 2011 - Email info@archart.it
