Berkeley, USA. Inaugurata la mostra sulla Dinastia Han


 

Dinastia Han

La Dinastia Han Occidentale, databile a un periodo compreso tra il 206 a.C. e il 220 d.C., rappresenta il primo impero unificato e importante della storia cinese e uno dei più potenti della storia dell’uomo. La sua estensione superava di tre volte quella dell’impero romano. Tutt’oggi, attorno alla sua antica capitale Chang’An, la moderno Xi’an, il paesaggio è modellato dai cumuli imperiali degli antichi mausolei. Le istituzioni americane e cinesi stanno coordinando un progetto di ricerca, multidisciplinare e internazionale, sulla ricostruzione di quest’epoca, impiegando tecnologie avanzate, come la scansione laser, la realtà virtuale, il telerilevamento e la modellazione 3D.

I primi risultati del progetto sono mostrati in una mostra, che offre un resoconto delle applicazioni digitali e delle simulazioni virtuali: tombe 3D, reperti, modelli architettonici e ricostruzioni del paesaggio saranno accessibili in modo interattivo in anteprima. L’obiettivo finale è di giocare con il passato, attraverso lo studio e il confronto di modelli archeologici attraverso la ricostruzione virtuale e l’interpretazione. In questo senso l’esposizione può essere vista come un laboratorio dove gli ospiti possono visualizzare e simulare ciò che è irrealizzabile nella realtà.

La mostra, organizzata da UC Merced, Facoltà di Scienze Sociali, Lettere e Arti, in collaborazione con CITRIS-UC Berkeley, è combinata con il laboratorio internazionale dal titolo “Chang’an 26 aC”, progettato da UC Berkeley. Entrambe le iniziative si propongono di presentare un quadro di uno dei periodi più importanti della storia della Cina attraverso avanzate metodologie digitali per la ricerca archeologica e storica.

Più specificamente, l’esposizione è un esempio di sperimentazione tecnologica di musealizzazione virtuale. L’obiettivo finale è quello di “musealizzare il virtuale”, aprendo cancelli cibernetici in grado di trasformare i visitatori in protagonisti virtuali e lo spazio del museo in un ambiente di simulazione. Infatti, tutti i reperti e i dati esposti sono interattivi, 3D e virtuali e animano la mostra che propone una nuova dimensione dell’archeologia del futuro: totalmente digitale, interattiva e cibernetica. La mostra è molto impegnativa anche perché è in grado di mostrare testimonianze archeologiche, siti e monumenti, non accessibili o visibili al pubblico anche in Cina.

 

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