Milano. Presentata la seconda fase dell’Ankhpakhered Project


 

mummia di Ankhpakhered

È stato recentemente presentato a Milano il secondo step del progetto ideato nel 2008 e dedicato in particolare alla mummia di Ankhpakhered. Il progetto, diretto dal giornalista e scrittore Luca Bernardo, direttore del dipartimento materno infantile del Fatebenefratelli di Milano e dell’Ospedale Macedonio Melloni di Milano, e dall’archeologa ed egittologa Sabina Malgora, specialista di medicina dell’antico Egitto e responsabile della sezione egizia del Castello del Buonconsiglio di Trento, concerne approfonditi esami medici applicati alle mummie.

Dopo la TAC effettuata il 7 marzo 2009 presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Milano che ha rivelato che la mummia non è quella del sacerdote Ankhpakhered e ha individuato la sua eccezionalità nel fatto di essere uno scheletro mummificato e non un corpo, si procede ora alla seconda fase: l’endoscopia. Per approfondire lo studio e capire appieno il reperto e le sue particolarità, si proseguono le analisi mediche con un prelievo endoscopico di materiale osseo, allo scopo di datarlo al radiocarbonio C14 e di eseguire un’analisi tossicologica.

Si tratta di un’analisi mai effettuata prima su una mummia egiziana, se non solo su alcune zone del corpo, come il cranio o il naso. I nuovi esami, effettuati il 19 marzo 2011, sono avvenuti nel totale rispetto della mummia e con tutti gli accertamenti della completa assenza di rischi per la stessa. Approfittando degli strappi presenti sulle bende nella zona destra del torace, sono stati prelevati frammenti di ossa. Per eseguire tale prelievo è stato usato un endoscopio STORZ, uno strumento di dimensioni ridottissime. L’analisi è stata completamente non invasiva perché sono stati prelevati piccolissimi frammenti che si trovavano già staccati dallo scheletro.

 

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