Ariccia (Rm). Presentato un libro su Diana


 

Giovedì 31 marzo 2011 è stato presentato ad Ariccia il libro “Diana. Storia, mito e culto della grande dea di Aricia”, scritto da Maria Cristina Vincenti e pubblicato dalla Palombi. La sala principale di Palazzo Chigi era gremita per l’occasione e il volume, edito con la partecipazione della Provincia di Roma, ha riscosso molto successo. Erano presenti Emilio Cianfanelli, sindaco di Ariccia, l’archeologo Franco Arietti (Soprintendenza Archeologica di Roma), Ugo Onorati (Provincia di Roma), Ia giornalista Ivana della Portella e il curatore di Palazzo Chigi, Francesco Petrucci.

All’interno del volume trovano posto molteplici discipline come l’archeologia, l’antropologia e la numismatica e, vista la sua multidisciplinarità, Franco Arietti lo considera un libro rivoluzionario che diverrà un classico degli studi di archeologia. La novità più importante che l’opera offre è la scoperta da parte dell’autrice, attraverso una serie di ricerche, della collocazione del tempio arcaico di Diana Aricina, detta Trivia perché tricorpe nel crociccio di Valle Ariccia, sotto il colle di Galloro.

Il libro inquadra con precisione il momento storico in cui è stato introdotto il culto di Diana e, in particolare, ricostruisce, attraverso le fonti storiche, la battaglia di Ariccia contro gli etruschi di Porsenna del 504 a.C., epoca in cui Ariccia capeggiava la confederazione delle popolazioni latine, nonché l’analisi della famosa testa di bronzo, raffigurata sulla copertina del libro – una delle tre teste della statua triplice della divinità – cui fa da corollario la testa di marmo arcaizzante trovata nel teatro di Valle Giaridno a Nemi e relativa anch’essa a una statua triplice di marmo.

L’opera evidenzia la complessità territoriale del culto di Diana e conferma che il tempio monumentale di Valle Giardino non era il solo luogo di culto della dea. Lo testimoniano i molti reperti scoperti sia nella Valle di Ariccia sia sull’acropoli, esposti per la maggior parte da musei stranieri e, particolarmente, la famosa iscrizione in marmo conservata a Palazzo Chigi, dedicata a Diana Aricina da un collegio sacerdotale, scoperta presumibilmente quando il palazzo venne costruito per la prima volta dai Savelli.

 

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