
In Siria, che negli ultimi anni era diventata meta ambita di appassionati di storia antica e archeologia, il boom dell’industria turistica è a repentaglio, a causa delle recenti proteste antigovernative. Luogo d’incontro tra Occidente e Oriente, custode di una storia millenaria, raccontata dalle grandi rovine da visitare ripercorrendo oasi, deserti e vallette, il territorio siriano vanta città d’arte come Damasco, Palmira, Aleppo, Ebla e altri gioielli artistici d’età romana.
Damasco, forse la città più antica del mondo, è stata frequentata da diverse civiltà, in particolare quella romano-bizantina e quella islamica. La capitale della Siria, Perla dell’Oriente, costituisce un vero museo a cielo aperto che espone secoli di storia. Nel centro della città si trovano le più importanti moschee, chiese e madrase come l’importantissima moschea degli Omayyady, eretta nel 705 d.C. dal califfo al-Waleed Abd al-Malik sopra i resti di antichi templi e di una chiesa cristiana.
Luogo preferito degli appassionati di archeologia è Aleppo, antichissima città frequentata ininterrottamente da tempi immoti e inserita nel patrimonio UNESCO. Nove le porte per accedere alle meraviglie conservate dalla città, testimoni di molte civiltà, dagli assiti agli egizi, dai greci ai romani e ai bizantini, dagli ebrei agli arabi e ai turchi, dai persiani ai mongoli. L’area archeologica più conosciuta è la cittadella con la sua fortezza di fattura islamica, mentre il monumento più importante è la grande moschea Omayyade. Ma ci sono anche l’Hammam al-Nahassin, antichissimo bagno pubblico, e la scuola coranica di al-Halawiyya; tracce delle città mercantili italiane come l’emporio della Repubblica di Venezia. .
Il tour archeologico continua con Palmira, in antichità rilevante insediamento sull’Eufrate e florido centro carovaniero, dove si fermavano i mercanti e i viaggiatori che viaggiavano per il deserto che collegava l’impero romano all’Oriente. Fra i luoghi di maggior interesse: l’agorà, diverse tombe monumentali, il Tempio di Bel e il teatro d’età romana.
Poi c’è Ebla, indagata nel 1964 da una spedizione archeologica italiana guidata da Paolo Matthiae dell’Università La Sapienza di Roma che ha restituito resti monumentali, testimonianze artistiche, reperti materiali che raccontano il percorso storico lungo un millennio di un antichissimo insediamento urbano, distrutto tre volte e due volte rinato, fra il 2500 e il 1600 avanti Cristo.
Il piccolo paese cristiano di Maaoloula si trova in cima ai monti Al Qalamoun e conserva il convento di Santa Tecla, sede delle monache ortodosse e oggetto di culto da parte delle donne che vi si recano in pellegrinaggio per compiere antichi rituali, forse eredità di passati riti di fertilità. Poi c’è il convento di San Sergio, abitato da alcuni monaci afferenti alla chiesa Melkita. La città affascina anche per le sue abitazioni azzurre, pitturate di questo colore dagli stessi abitanti al ritorno dai pellegrinaggi alla Città Santa di Gerusalemme.
La rivolta che sta travagliando la Siria non ha risparmiato Homs, città che simboleggia il rilancio turistico del paese. Situata nella zona centro-occidentale della Siria, Homs ha più di quattro mila anni di storia. Nel centro della città si può ammirare la celebre tomba di Khalid ibn al-Walid, famoso guerriero del primo periodo islamico che conquistò la Siria. La meta più ambita dai turisti è però il Krak dei Cavalieri, fortezza dei crociati per quasi due secoli, custodito dall’Ordine dei Cavalieri dell’Ospedale fino alla sua conquista nel 1271 da parte del sultano Baybars.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 31 marzo 2011 - Email info@archart.it
