L’8 marzo 2011, Festa della Donna, il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, in collaborazione con il Gruppo Archeologico Ferrarese, offre a tutte le donne un ingresso gratuito e organizza una conversazione con l’archeologa Maria Graza Maioli sul tema “Scene da matrimoni. Donne fra Grecia, Etruria e Roma”.
Dalla Grecia a Roma, l’età classica è un mondo esclusivamente di uomini. La donna non ha né voce né scelta, non può decidere della propria vita, né del matrimonio né del suo patrimonio, passa dalla casa del genitore a quella del marito con l’unica funzione di occuparsi della gestione della casa e procreare figli maschi. Questo desideravano gli uomini per le proprie mogli e figlie: donne silenziose, la cui pericolosità, dovuta alla loro femminilità e fecondità, fosse controllata da una severa educazione alla sottomissione. Non stavano meglio le prostitute, che fossero etere greche o lupe romane. La sola eccezione sembrano essere le etrusche, bistrattate infatti dagli scrittori antichi poiché i loro uomini le consideravano alla pari.
Questo era l’universo ideale maschile, come si può ricostruire attraverso gli scrittori antichi. Ma qualche testimonianze femminile è riuscita a giungere fino a noi e la conversazione con l’archeologa Maioli ci permetterà di ricostruire figure femminili non omologate e consegnate alla storia come personaggi negativi, esempi da non seguire se si vuole essere una “buona moglie”.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 25 febbraio 2011 - Email info@archart.it
