Grazie ai recenti studi botanici svolti dal Laboratorio di ricerche applicate operante presso la Soprintendenza di Napoli e Pompei è stato ricreato, ad Oplontis, il giardino della Villa di Poppea così com’era duemila anni fa. Così, è stato valorizzato un sito archeologico già straordinario e importante proprio per il ricco apparato di giardini, già studiati parzialmente durante gli scavi degli anni Settanta tramite l’applicazione delle analisi dei pollini, importate in Italia da Wilhelmina Jashemski, nota archeologa americana.
Grazie ad un’accurata ricerca dei semi relativi a decine di specie spontanee di piante e il loro miscuglio (presentato all’interno dell’aiuola dei grandi calchi), la Villa di Poppea può rivivere nel suo antico splendore e i visitatori potranno attraversarla grazie a un percorso fra archeologia e natura, che, tra l’altro, è proprio il tema dell’evento in corso presso nove aree archeologiche della Soprintendenza intitolato Archeologia e natura nella baia di Napoli che proseguirà sino al 2 giugno.
Annamaria Ciarallo, arche-biologa che dirige il Laboratorio della SANP, spiega che oltre al Prato della villa Imperiale i visitatori potranno contemplare tracce della vegetazione d’età romana come, per esempio, il ricco sistema di giardini e di aiuole, datati al primo secolo avanti Cristo, dove crescono roseti e alberi da frutta, oleandri, platani e limoni, piante da vaso e rampicanti, fiori.
Invece, gli antichi olivi e i melograni a cespugli, dei quali si possono vedere i calchi, erano collegati alla parte più vecchia della proprietà e forse vennero piantati per necessità colturali inerenti, in particolar modo, alla produzione dell’olio d’oliva, come attesta il grosso dolio interrato riconoscibile a un angolo del porticato.
Quando in epoca augustea la villa fu ristrutturata vennero costruite delle aiuole circoscritte da una doppia incannucciata dove venivano coltivati gli alberi da frutta di piccole dimensioni, invece in quelle a oriente vennero annessi gli alberi più antichi e venne piantato un roseto rivolto verso il porticato, del quale attualmente resta soltanto una labile traccia.
Nel giardino interno (o viridario) davanti al vasto atrio tuscanico sono state trovate le radici appartenenti a tre alberi da frutta di taglia media; invece, nel portichetto contiguo alle terme, una piccola aiuola, dove si trovavano alcune piante in vaso, racchiude la vasca centrale circolare. Infine, all’interno del viridario sud-occidentale, scavato solo in parte, venne trovato un ramo appartenente a un albero di grandi dimensioni.
Un massiccio albero di castagno si trovava in posizione centrale all’interno dell’ampio viridario sito presso il settore servile: visto che gli antichi non concepivano di abbattere un albero, quando, successivamente, venne costruita la fontana, fu questa che si adattò al tronco e non viceversa.
In epoca claudio-neroniana fu aggiunta la zona est della villa, costituita da un settore residenziale corredato da una fila di locali che si aprono su un vasto giardino porticato al cui centro si trova una piscina. La serie di stanze, che si succedono ai due lati di un’ampia sala centrale, racchiude piccole aiuole forse coltivate a fiori. Alcuni alberi, presumibilmente platani, vennero piantati lungo il perimetro della piscina, mentre una coppia di oleandri e una coppia di limoni interrompevano il filare all’altezza dell’ampio salone e aprivano la vista sulla porzione di giardino non ancora scavata. È probabile che sul versante meridionale della piscina vi fosse un grande pergolato, invece nella vasta zona delimitata da un porticato del giardino meridionale, vicino alla canaletta e davanti al colonnato, si trovava una serie di piccoli vasi, forse contenitori di piante rampicanti che venivano lasciate arrampicarsi sulle colonne, rimosse quando la villa venne ristrutturata in seguito al terremoto del 63 e ripiantate in un secondo momento, come proverebbe una seconda fila di piccoli vasi.
Maggiori informazioni si possono reperire chiamando il numero 0818575347, inviando una mail all’indirizzo INFOPOMPEI@TIN.IT o visitando il sito http://www.pompeiisites.org .
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 2 aprile 2009 - Email info@archart.it
