Sono tombe povere quelle recentemente portate alla luce a Giza, a pochi metri dalla famosa Sfinge, nei pressi del “Muro del corvo”, dai ricercatori dell’Ancient Egypt research associates, diretti da Marck Lehner. I quattrocento antichi egiziani presentano corpi talmente malnutriti da avere già le ossa alterate al momento della sepoltura, con lussazioni e fratture, e non possedevano neanche i soldi per il corredo funerario. Le sepolture sono databili a un periodo compreso tra duemilasettecento e duemila anni fa. Gli uomini appaiono in condizioni più gravi rispetto alle donne: infatti, le lesioni traumatiche come lussazioni e fratture sono visibili quasi solo nei maschi e suggeriscono un diverso stile di vita fra i due sessi.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 11 gennaio 2011 - Email info@archart.it
