Domenica 19 dicembre 2010 è stata inaugurata presso il Lapidario romano di Modena l’esposizione “Parco Novi Sad: archeologia di uno spazio urbano” che presenta le testimonianze emerse durante gli ultimi lavori per il parcheggio interrato Novi Park ed è arricchita da videoproiezioni e pannelli. La mostra, con ingresso gratuito, è stata organizzata dal Museo civico archeologico e dalla Soprintendenza Archeologica in collaborazione con gli Assessorati Urbanistica e Cultura del Comune di Modena, gli Amici dei musei e dei monumenti modenesi, Modena Parcheggi e le cooperative Archeosistemi e Archeologia. La mostra sarà visitabile fino al 17 maggio 2011.
In base alle prime indagini degli archeologici, la zona del moderno parco faceva parte della periferia della città romana. Molte tombe erano situate ai margini di una strada in ciottoli, conservata ottimamente, che dal centro urbano proseguiva verso Mantova. Gli scavi hanno restituito lucerne, ornamenti, manufatti di bronzo e dei crani, appartenenti forse a condannati a morte per decapitazione. Oltre ai reperti d’età romana, la costruzione del parcheggio ha rivelato testimonianze di epoca protostorica e un cimitero medievale e un sepolcreto databile alla pestilenza che investì la città all’inizio del XVII secolo.
Il sottosuolo di Modena cela una storia millenaria e gli scavi portano sempre alla luce nuove testimonianze. Considerate l’ampiezza e l’importanza delle scoperte emerse dal parco Novi Sad, il Comune ha deciso di promuovere un progetto di valorizzazione archeologica del sito, per offrire un’immagine dell’antica Mutina, attraverso la costruzione di un museo all’aperto. Con questo proposito è stato firmato un protocollo d’intesa tra il Comune di Modena, Modena Parcheggi e le Soprintendenze per i Beni culturali e paesaggistici, per i Beni Archeologici e per i Beni architettonici e per il paesaggio dell’Emilia Romagna.
Le ricerche archeologiche ancora in corso, dirette da Luigi Malnati, stanno restituendo numerose e interessanti informazioni per capire lo sviluppo di una zona suburbana di Modena romana e medievale. Per questo è stato deciso di offrire un’anteprima dedicata ai primi risultati degli scavi che spalancano nuovi scenari per la valorizzazione e la conoscenza del patrimonio culturale e storico di questa città.
L’area che oggi conosciamo come la zona del parco Novi Sad, era usata in epoca romana, come zona produttiva e artigianale e come necropoli, con numerose tombe che fiancheggiavano un’ampia strada in ciottoli con direzione nord-ovest. I lavori per la realizzazione del parcheggio interrato hanno portato alla luce informazioni preziose per gli studiosi: ornamenti, collane, manufatti in bronzo, ossa e teschi che l’esposizione presenta in una specie di viaggio nel tempo, mostrando i cambiamenti di questa parte di paesaggio urbano di Modena antica.
Esistono numerose testimonianze di epoca romana dei diversi utilizzi di questa zona: a una funzione artigianale e produttiva, ricordata dalla presenza di una grande vasca, alcuni pozzi e un edificio rustico si affianca, presumibilmente dalla fine dell’epoca repubblicana, una funzione prevalentemente funeraria, indicata dalla presenza delle tombe che costeggiano la grande strada che portava a Mantova. Quest’ultima, ancora in via di indagine per le stratificazioni più antiche, sembra essere stata utilizzata per secoli, quasi certamente dal periodo repubblicano sino al quinto secolo dopo Cristo, come testimonia il tracciato straordinariamente conservato che sarà riproposto al pubblico grazie al percorso di valorizzazione del parco Novi Sad. La presenza di radure boschive in epoca tardo antica e altomedievale testimonia la rarefazione della frequentazione della zona fino alla piena età medievale, quando viene eretto un monastero unitamente a un sepolcreto, sovrapposto parzialmente all’antica strada romana.
Un’altra fonte che ha restituito importanti informazioni sono le discariche scoperte in diverse zone dello sito. In quest’area periferica venivano accumulati grandi immondezzai che per gli archeologi sono una preziosa miniera di dati. All’interno di queste buche si possono trovare frammenti di vita quotidiana o oggetti preziosi: ornamenti, collane, lucerne figurate, manufatti in bronzo come uno strigile, lo strumento utilizzato dai gladiatori per pulire il corpo, ornato con raffigurazioni di lotte gladiatorie.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 21 dicembre 2010 - Email info@archart.it
