La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei ha precisata che i due cedimenti di muri nel sito archeologico di Pompei avvenuti nella mattina di giovedì 11 novembre 2010 rappresentano episodi di minima entità; particolarmente, alla fine del Vicolo del citarista, presso l’edificio San Paolino, dove si trova parte degli uffici, ha ceduto un muro di contenimento di un metro di altezza, restaurato recentemente con pietre antiche, smosso dalla radice di un albero. Il muretto chiudeva un’insula non ancora indagata della Regio I.
Invece, una parete grezza di circa due metri di altezza e un metro e mezzo di larghezza ha ceduto vicino alla casa numero 10, sita nella Regio IX, Insula 9, in un’area non aperta al pubblico. La parete era stata costruita nella zona inferiore nell’antichità, mentre la sommità era stata ricostruita in epoca moderna.
Antonio Varone, direttore degli scavi di Pompei, ha spiegato che episodi di questo genere possono capitare e sono causati dalla presenza di malta de-coesa: si tratta di opere velocemente restaurabili e sono già in atto gli interventi di restauro dei due muri.
In relazione alla notizia del crollo di un muro tre giorni prima la caduta della Schola Armaturarum, la Soprintendenza ha precisato che il 3 novembre 2010 i custodi avevano comunicato il cedimento di un muro di contenimento del terrapieno ne vicolo di Ifigenia e alla segnalazione è seguito il sopralluogo di un assistente tecnico il 4 novembre e quello specifico da parte dell’ufficio tecnico il 5 novembre che ha contattato una società per il pronto intervento. Tuttavia, nessun elemento poteva far presagire il cedimento della Schola Armaturarum, che si trova a notevole distanza dal muro in questione.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 13 novembre 2010 - Email info@archart.it
