Pompei. La Commissione Cultura della Camera compie un sopralluogo sul crollo


 

Giovedì 11 novembre 2010, la Soprintendente Jeannette Papadopoulos, l’ex Soprintendente Giuseppe Proietti e il direttore degli scavi Antonio Varone hanno accolto una delegazione della Commissione Cultura della Camera, diretta da Valentina Aprea e formata dagli onorevoli Mazzuca, Centemero, Farina, Zazzera, Mazzarella, Barbieri, Granata, Scalera e Santolini, che si è recata presso gli Scavi di Pompei per effettuare un sopralluogo dell’area del crollo della Schola Armaturarum.

La delegazione ha effettuato il sopralluogo incominciando dall’entrata di Porta Marina e controllando anche alcune zone di recente intervento come l’area meridionale presso il Tempio di Venere, le Terme Stabiane e su alcune aree cantierate, come il vicolo di Tesmo e la Domus di Cornelia.

Alla vista della zona del crollo la Presidente Aprea si è dichiarata colpita dalla terribile tragedia e ha affermato che ritiene tutti, particolarmente la Commissione, responsabili di questo patrimonio archeologico eccezionale. Per questo motivo, il sopralluogo è stato voluto fortemente con lo scopo di individuare e proporre le eventuali strategie di intervento. Il Governo italiano, e in particolare il Ministro Bondi, non hanno mai trascurato la singolarità dell’area, ma il sito archeologico di Pompei è continuamente a rischio, in quanto città antica e all’aperto, e necessita di manutenzione giornaliera e straordinaria. La Commissione ha preso atto che è necessario incrementare innanzitutto gli interventi di tutela oltre a quelli di servizi.

La Soprintendenza è stata ben contenta dell’intervento della Commissione che si è potuta così rendere conto della difficoltà della gestione che un’area archeologica come Pompei comporta. Per quanto riguarda il crollo, la Soprintendente ha spiegato che le segnalazioni riferite dai custodi sono subito comunicate agli uffici tecnici per le verifiche necessarie, ma in questo caso specifico non era rilevabile alcun elemento di pericolo. Ad ogni modo, è augurabile il potenziamento della Soprintendenza in tutte le sue competenze specialistiche, per sostenere le difficoltà che interventi di un’area come Pompei comportano.

 

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