La Soprintendenza all’Area Archeologica di Roma e Ostia ha intrapreso uno screening sul patimonio archeologico del territorio di sua competenza per controllare lo stato di conservazione. Tra le aree interessate dal monitoraggio anche settantadue siti considerati critici – a rischio di stabilità, di perdita di materiale, di danneggiamento o di infiltrazioni – e interessati da altrettanti lavori di messa in sicurezza.
Come spiega Roberto Cecchi, commissario dell’area archeologica di Roma e Ostia, il monitoraggio durerà ancora un anno. Da tempo, la Soprintendenza sta intervenendo o è intervenuta sulle 72 aree archeologiche di Roma e Ostia ritenute critiche sotto diversi punti di vista: dal Colosseo alla Domus Tiberiana fino al Foro Palatino. Si tratta di diversi lavori di messa in scurezza per scansare il rischio di perdite di materiale o dell’equilibro, di infiltrazioni, crolli o danneggiamenti. Invece, lo screening che interessa i siti archeologici del territorio serve per effettuare una ricognizione completa.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 10 novembre 2010 - Email info@archart.it

Mi sembra il minimo dopo lo scempio di pompei e il fatto di torino