Italia. Scoperta rete di trafficanti di reperti archeologici: recuperate 5000 monete


 

Grazie all’operazione condotta tra Roma, Pontecurone, Vetralla, Mantova e Camaiore dai carabinieri che tutelano il patrimonio culturale e denominata “Denario” è stata smascherata una rete di trafficanti di reperti archeologici e di ricettatori che vendevano a San Marino, in Svizzera e nell’Italia settentrionale. I carabinieri hanno recuperato cinquemila monete antiche e mille reperti archeologici di diversa provenienza e natura e hanno arrestato due persone, sottoposte altre due a misure cautelari personali e deferite in stato di libertà trentacinque.

I carabinieri hanno effettuato controlli alle mostre, eseguito pedinamenti, attività tecniche e servizi di osservazione, individuando sia i cercatori che coloro che nascondevano i reperti, alcuni artigiani che producevano monete false da mischiare a quelle vere, dei commercianti di metal detector ed esperti di elettronica che vendevano e testavano le attrezzature, impiegandole per ricerche illeciti, numerosi collezionisti e liberi professionisti che acquistavano consapevolmente i reperti archeologici di provenienza illecita.

Fra le monete recuperate: molte serie di denari d’argento d’epoca repubblicana della zecca romana, sita sul Campdoglio, nelle sale del tempio dedicato a Giunone Moneta, firmati dai magistrati monetali responsabili della produzione; le serie monetali di Selinunte, in Sicilia, con monete fuse e coniate tra il V e il IV secolo avanti Cristo, nel periodo in cui la moneta fece la sua prima comparsa nei mercati; monete d’età medievale (XII-XV secolo) di città italiane come Firenze, Lucca, Bologna.

 

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