Libri. Emiliano Sciarra ribalta i luoghi comuni sulle attività ludiche con “L’arte del gioco”


 

L’azzardo non è un gioco, checché ne pensino i molti italiani che investono quotidianamente 167 milioni di euro in scommesse. Secondo la tesi di Emiliano Sciarra, il gioco è una forma d’arte, come la letteratura, la pittura, la musica e il cinema: con “L’arte del gioco”, edito da Mursia, l’autore ci propone un saggio originale sulla cultura ludica.

Per definire un’attività gioco sono necessarie: regole definite e chiare, obiettivo dichiarato, decisioni coscienti dei giocatori, partecipazione e interazione attiva dei giocatori. L’arte consiste nel rendere tutto questo divertente e bello. Una continuità tra il gioco come attività fantastica e la creazione artistica è già stata tracciata da Freud: giocare vuol dire creare un mondo e dare un nuovo aspetto alle cose. Malgrado questo, anche gli autori stessi dei giochi faticano a considerarsi degli artisti, vista l’esistenza di un pregiudizio culturale difficile da sconfiggere.

Con il suo saggio, l’autore si propone di illuminare la zona d’ombra in cui in Italia è confinata l’arte del gioco, tracciando in modo chiaro catalogazioni, definizioni, storia dei giochi e consigli su come diventarne autori: dalle tecniche di ideazione, alla grafica, alle dinamiche di mercato. Importante risulta la distinzione tra giochi e non giochi poiché Sciarra non fa rientrare nella categoria dei giochi quelle forme ludiche dove l’abilità del giocatore non è fondamentale e l’esito finale dipende dalla fortuna.

Creatore di “Bang!”, un gioco di carte che ha venduto cinquecentomila pezzi, Sciarra spiega agli aspiranti autori che c’è una sintassi nella creazione dei giochi che parte dalla meccanica, ovvero dal meccanismo matematico, logico, spaziale, che va affinato per farlo diventare divertente e funzionale, o dall’ambientazione, ovvero dalla storia, oppure da un periodo storico o da una situazione. “L’arte del gioco” rappresenta una guida per orientarsi sull’argomento, dedicata ai professionisti del settore ma anche agli appassionati e, in generale, a chiunque voglia sapere di più su tutti i giochi di cui spesso si conoscono le regole ma non la storia.

Sapevate che Thot, il dio egizio, è considerato l’inventore dei Tarocchi, antenati di tutti i giochi di carte, o che il gioco con la palla più famoso in Italia prima del calcio era il Pallone col bracciale, un gioco di squadra dove i giocatori lanciavano una palla utilizzando un manicotto in legno indossato intorno al polso, oppure che le basi per l’avvento dei videogiochi furono gettate dal fisico William Higinbotham nel 1958 che trasformò un oscilloscopio nel progenitore del gioco del tennis, o ancora che il Monopoli fu inventato da Elizabeth J. Magie nel 1904 col nome di Landlord’s Game come critica al capitalismo? Il libro di Emiliano Sciarra raccoglie queste e molte altri aneddoti e curiosità sui giochi provenienti da tutto il mondo.

 

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