Roccavivara (Cb). Convegno dedicato al patrimonio culturale in aree a rischio conflitti


 

Sempre più spesso i conflitti moderni acquisiscono le caratteristiche delle guerre etniche dove prevale la distruzione dei simboli avversari e ritenuti nemici. Sinagoghe, moschee e chiese rappresentano gli obiettivi principali di atti terroristici, così come i passanti vicino ai luoghi di cultura e ai mercati rischiano maggiormente di essere presi di mira dai cecchini. Alle distruzioni causate dalle operazioni belliche vanno aggiunti i danni provocati dall’abbandono in cui sono lasciati monumenti e territori e dai successivi interventi di restauro.

La giornata di studi tenutasi giovedì 30 settembre presso Santa Maria di Canneto e dedicata a “La tutela del patrimonio culturale nelle aree a rischio di conflitto. Il ruolo dei tecnici” è stata un’occasione di riflessione su queste tematiche, nell’ambito delle attività organizzate dal Centro di documentazione e formazione presso il castello di Civitacampomarano che ha realizzato l’evento con la collaborazione del Comune di Roccavivara, il Comune di Civitacampomarano, il Dipartimento di Costruzioni e Restauro dell’Università degli Studi di Firenze e Primonumero.it.

L’incontro ha messo l’accento soprattutto sul ruolo dei tecnici e sulla pretesa neutralità dei lavori di ricostruzione alle quali si vorrebbe assegnare carattere tecnico e scientifico indipendentemente dalla realtà in cui si opera. Progetti presentati come umanitari e ad elevata ricaduta culturale e finanziaria sulla realtà locale troppo spesso nascondono operazioni di tutt’altro tipo. Infatti, opere di ricostruzione e di valorizzazione delle risorse locali possono provocare la scomparsa definitiva delle culture locali. Interventi che sono più funzionali ai vincitori-rcostruttori che alle popolazioni locali. Fondamentale in questo contesto è il ruolo dei tecnici imposti dai vincitori-imprenditori che rischia di causare un’ulteriore degradazione del patrimonio ambientale locale e storico. Un ruolo decisivo è svolto dal vincitore-restauratore quando attua interventi compatibili solo apparentemente con le realtà locali impiegando procedure e materiali estranei e imponendo quelli del vincitore-venditore. A un altro livello, non meno pericoloso, lo stesso ruolo è svolto dallo storico e dall’archeologo quando sono strumentalizzati per giustificare e sostenere le idee del vincitore.

Il convegno sul ruolo svolto dai tecnici nelle operazioni di ricostruzione postbellica ha costituito una buona occasione per riflettere sulle ricostruzioni dopo un cataclisma naturale quando la situazione di emergenza sembra giustificare qualsiasi tipo di intervento.

 

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