Borgoricco (Pd). Mostra dedicata ai pozzi romani di Opitergium


 

Il 10 dicembre verrà inaugurata “Il segreto del pozzo”, mostra ospitata nelle sale del Museo della Centuriazione Romana di Borgoricco e già realizzata al Museo Archeologico Eno Bellis di Oderzo dalla Fondazione Oderzo Cultura in sinergia con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto. La mostra temporanea si articola in cinque vetrine ed è arricchita da pannelli esplicativi e da un catalogo: espone le testimonianze rinvenute durante lo scavo di alcuni pozzi romani dell’antica Opitergium. Diversi pozzi sono stati individuati anche nella zona della centuriazione di Borgoricco e un pannello verrà interamente dedicato ad essi.

La mostra si propone di far conoscere al pubblico la realtà dei pozzi di Opitergium e di rendere note alcune delle testimonianze rinvenute all’interno dei pozzi. Infatti, le campagne di scavo effettuate ad Oderzo e dirette dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto hanno consentito di portare alla luce sette pozzi di epoca romana. Gli scavi e una parte dei reperti rinvenuti sono stati indagati e sono stati studiati gli aspetti legati alle testimonianze faunistiche e vegetali rinvenute nei pozzi.

I manufatti esposti, soprattutto oggetti di uso comune come coppe, piatti, coltelli, brocche ma anche monete e una borraccia di bronzo, caduti per caso nei pozzi, documentano bene alcuni aspetti della vita quotidiana per un periodo compreso tra l’età romana e il Rinascimento. Ma l’esposizione offre anche reperti unici nel loro genere come un secchio in legno, conservatosi perfettamente e una bellissima gemma intagliata con il giudizio di Oreste. Per rendere più comprensibili tutti gli aspetti legati ai reperti e alle strutture in cui furono trovati, l’allestimento è arricchito da un accurato apparato illustrativo costituito da ricostruzioni, fotografie e disegni.

I dati recuperati grazie alle analisi eseguite sulle testimonianze osteologiche e vegetali hanno reso possibile la ricostruzione del paesaggio e dell’ambiente antichi. Gli studi effettuati sulla fauna domestica hanno permesso di approfondire una tematica strettamente legata alla vita quotidiana, riconoscendo le carni che venivano consumate delle persone che sfruttavano l’acqua dei pozzi.

I pannelli didascalici, posti vicino alla vetrine, affrontano i molteplici aspetti dello scavo archeologico, ma anche le tecniche di costruzione dei pozzi e degli oggetti rinvenuti. L’ultimo pannello sarà dedicato interamente ai pozzi scoperti nel territorio della centuriazione a nord-est di Padova.

 

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