A conclusione dei lavori in via Campana, a Quarto, è spuntata l’ennesima costruzione civile moderna: l’opera, in calcestruzzo e mattoni, è l’ultima in ordine di tempo costruita presso le antiche mura in opus reticulatum della Mansio flagrea.
Gran parte delle costruzioni realizzate vicino alla mansio sono fabbricati moderni edificati sul lato interno, non visibili dalla strada: abitazioni in opera cementizia situate a ridosso e in aderenza delle antiche mura romane. Una specie di zona d’ombra che ha consentito lo sviluppo di questi edifici che hanno degradato la struttura originaria della mansio romana.
Nel 2002 il Gruppo Mommsen aveva già denunciato in un documento gli abusivismi e le violazioni commessi in siti archeologici, puntando il dito contro gli interventi illeciti operati nella mansio di via Campana. Fulvio Uliano, presidente dell’associazione a difesa dell’archeologia di Quarto, richiese alla Soprintendenza Archeologica di intervenire per fermare i lavori abusivi che si stavano effettuando all’interno e all’esterno della struttura.
L’ultima costruzione edificata ultimamente in prossimità delle mura romane ricorda l’importanza di salvaguardare l’antica testimonianza rappresentata dalla Mansio flagrea che tramanda parte della storia di Quarto. Infatti, la Mansio, databile al primo secolo dopo Cristo, era una stazione di sosta, costruita sulla via Consolare Campana, un luogo strategico di rifornimento di grande importanza, sito sull’asse che collegava Roma e Puteoli. Gestito dall’amministrazione centrale, la struttura era messa a disposizione dei dignitari e delle autorità ufficiali che si spostavano in Campania per ragioni di Stato.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 18 ottobre 2010 - Email info@archart.it
