
Sembrerebbe da riscrivere il capitolo storico intorno al 410 d.C. che viene considerato all’unanime il momento in cui la Britannia cessò di essere una provincia romana.
Chi lo afferma è Sam Moorhead, consulente di numismatica romana presso il British Museum di Londra e autore del libro intitolato AD 410: The Year tha Shook Rome.
Si deve ricordare che proprio in quell’anno i Romani, che si trovavano presso i porti della Britannia, dovettero fare dietrofront per andare in soccorso di Roma che era stata presa d’assalto dal re visigoto Alarico.
Moorhead conferma che sì la Britannia si trovò in una posizione isolata e precaria a causa dello spostamento delle sue truppe sul fronte del Reno ma anche che molti Britannici continuarono a sentirsi parte del mondo romano anche se non riconoscevano il controllo politico e militare di Ravenna, allora capitale dell’Impero d’Occidente.
Una serie di monete in rame con raffigurato l’imperatore Valentiniano III, datate 425 – 435 d.C. e ritrovate nelle attuale località di Wroxeter, St Albans e Richborough, confermerebbero di come la valuta romana fosse ancora in uso nel V secolo e della volontà di mantenere una sorta di legame con i commerci nel Mediterraneo.
Insomma, la questione sembra riaprire un capitolo della storia romana che nel libro di Moorhead trova varie ipotesi interessanti nel quale viene fatta una panoramica generale sulle cause delle invasioni barbariche che portarono all’inevitabile crollo dell’Impero romano.
Autore: Dea Ortolani
