Le ultime disposizioni della finanziaria, che non permettono al personale dei Ministeri di recarsi a svolgere le proprie funzioni ispettive con la proprio auto, rischiano di creare grandi problemi alla salvaguardia del ricco patrimonio archeologico italiano, sovente situato in siti non raggiungibili con i mezzi pubblici e con necessità di immediata tutela dagli scavi illegali o da attività edilizie incontrollate.
I Soprintendenti Archeologici italiani hanno lanciato l’allarme nei giorni scorsi, inviando un documento intitolato “Operatività delle Soprintendenze Beni Archeologici e impossibilità all’utilizzo del mezzo proprio a seguito dell’approvazione della legge finanziaria” all’attezione della Segreteria on.Ministro, alla Segreteria on.Sottosegretario, al Segretario Generale, al Direttore Generale per le Antichità, alla Direzione Generale per le Antichità – Direzione Servizio II, ai Direttori Regionali, al Presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistci e al Presidente del Comitato Tecnico Scientifico per i Beni Archeologici.
Il testo del documento ricorda alle autorità che il patrimonio archeologico è ampiamente diffuso sul territorio italiano e che le Soprintendenze per i Beni Archeologici hanno l’importantissimo compito di salvaguardarlo, soprattutto attraverso l’attività di tutela ordinaria, che comporta di doversi spostare su tutto il territorio, anche in aree disagiate e non servite da mezzi pubblici, e l’attività straordinaria di archeologia preventiva, per la quale si pone un problema di accessibilità, ma anche di tempestività ed efficienza dell’intervento. Le nuove disposizioni che proibiscono l’impiego della propria auto da parte del personale del Ministero provocheranno di fatto grandi difficoltà nella salvaguardia del ricchissimo patrimonio archeologico italiano, fino a renderla impossibile. I Soprintendenti si auspicano che questo indirizzo verrà corretto, altrimenti dichiarano che non sarà possibile assicurare un adeguato livello di tutela dei beni archeologici sparsi sul territorio.
Autore: Martina Calogero
