Intervista a Domenico Caiazza sull’intervento “Di alcuni culti delle acque in terra di lavoro. Per una lettura antropologica dei votivi: dazioni di gratitudine, di risarcimento, per tabù”


 

Domenico Caiazza (Istituto Storico Archeologico Campano Sannitico) ha partecipato al convegno “I riti del costruire nelle acque violate”, tenutosi dal 12 al 14 giugno 2008 a Roma, con l’intervento ““Di alcuni culti delle acque in terra di lavoro. Per una lettura antropologica dei votivi: dazioni di gratitudine, di risarcimento, per tabù”. Gli abbiamo chiesto di raccontarci questo suo lavoro con un riassunto.

Cosa significa indagare i culti delle acque in “terra di lavoro”?
È una ricerca che si muove in campo
a) archeologico, con lo studio di sorgenti, pozze, laghi nei quali monete od offerte votive indiziano antichi culti
b) Toponomastico verificando nomi significativi come Madonna del bagno, Fonte della Regina, Madonna del Pozzo, Orto della Regina
c) antropologico, recuperando ed analizzando usi, credenze e rituali connessi a bisogni di protezione dell’infanzia o di altre sfere (maternità, salute etc), per verificare tipo di rito, orizzonte cronologico, eventuale continuità-trasformazione del culto

Dove si colloca geograficamente l’Alta Terra di Lavoro?
La Terra di Lavoro fu una antichissima provincia del Reame di Napoli, mutilata in favore del Molise ( distretti di Castellone e Venafro) dopo l’unificazione d’Italia e del Lazio in epoca fascista( Sorano, Gaeta, Fondi).
L’ Alta Terra di Lavoro è oggi l’area nord occidentale della Campania, delimitata dai monti del Matese, Cesima, Roccamonfina e Montemaggiore (tra Cassino, Venafro, Alife, Capua , Sessa Aurunca) e percorsa dal tratto mediano del Volturno.
La designazione è in uso nel mondo della cultura dal 1985 e serve a distinguere le Terre Alte, popolate da gente mite e ricche di natura, storia, archeologia, dalle inquinate e purtroppo malfamate terre della Bassa, e a riaffermare l’antica eredità culturale e l’ identità storica.del territorio

Quali erano le divinità delle fonti?
Mefitis,nel modo sannitico moglie di Giove e Regina del soffio vitale e delle acque ipogee e ctonie,
O sue corrispondenti locali come Iuno Gaura, Marica,o Iuno Populonia.
Ma anche Diana Tifatina, o ninfe come quelle che presiedevano la sorgente di Casalucense presso Casinum., che una iscrizione romana rammenta .
Qualche volta si può sospettare il culto di Ercole..

E tipologie di offerte a queste divinità?
Sassolini, fiori, frutta di vario tipo sono le offerte più antiche ( ma non mancano indizi di
sepolture di persone vive.
Poi ex voto di terracotta(statuine della divinità o dell’offerente, o riproduzioni di parti anatomiche), monete, tempietti, iscrizioni.
Nelle fontane dei Bambini da me indagate dopo l’immersione dei bambini occorreva lasciarne gli abiti ed i cibi residuati al banchetto-“consolo”consumato ai bordi della fonte.
Si trattava di oggetti tabuizzati dal contato con le acque ctonie.
Vi erano altri tabù:ad esempio relativi alle modalità di attingi mento.

Dove sono reperibili le testimonianze relative a tali riti?
In storie locali, o di viaggiatori, in archivi ecclesiastici, talora nella pubblicistica dal 600 ad oggi. In altri casi giova l’osservazione diretta. Per l’Alta Terra di Lavoro nello stesso volume vi è una puntualissima disanima archeologica curata da Floriana Miele.

Possiamo tracciare il filo conduttore che dagli atteggiamenti residui torna indietro nel tempo risalendo alla ritualità originaria?
Usi e credenze delle Fonti dei Bambini ci vengono da età antichissime, preromane e arcaiche, ma più probabilmente dall’Età del Bronzo.
Il rito di immergere il neonato malaticcio nell’acqua ctonia che lo restituisce forte è perfettamente corrispondente al mito del valoroso Achille che la madre immerse nell’acqua dello Stige e ne riemerse fortissimo e quali invulnerabile..

Quali meccanismi sono risultati essere alla base di talune credenze?
Per lo più di magia simpatica:
togliere acqua da alcune fonti può inaridirle o provocate la tempesta.
L’acqua annega e toglie il soffio vitale, ma è anche fonte di purificazione e vita.
Le offerte possono esser libere e spontanee, o dovute ex contracto in caso di accoglimento di voto. O doverose per tabù.

Qual è la lettura corretta dei “comportamenti conservativi” che Lei è riuscito a individuare?
Credenze elementari superano i millenni senza sforzo, anche se talora marginalizzate quanto a spazi (sorgentelle minori, spazi extraurbani) o superficialmente adattate alla religione dominante.
L’acqua è fonte di vita e salute dai tempi di Omero a quelli di Lourdes.
Nel caso delle cinque Fontane dei Bambini censite il culto seppure marginalizzato e senza “sacerdoti o zelatori” e praticato a livello di classi subalterne dimostra una vitalità forte e viva quanto il desiderio delle madri di vedere in salute i figli,
La verifica delle fonti, l’analisi incrociata dei dati obiettivi (archeologici, comportamenti rituali, tabù) può consentire chiavi di lettura, controllo e riscontro antropologico di usi altrimenti apparentemente misteriosi o inspiegabili, e chiarire anche i meccanismi di sostituzione-continuazione di culti dovuti al sopraggiungere di nuove religioni dominanti.

 

Lascia un Commento

Si prega di inserire solo commenti inerenti l'articolo e relativi ad archeologia, storia e arte antica.