Minou Schraven ci racconta “I depositi votivi di Ponte Sisto: riti di consacrazione nella Roma rinascimentale”


 

Minou Schraven (Università di Leiden) ha partecipato al convegno “I riti del costruire nelle acque violate”, tenutosi dal 12 al 14 giugno 2008 a Roma, con un intervento dedicato a “I depositi votivi di Ponte Sisto: riti di consacrazione nella Roma rinascimentale”. Le abbiamo chiesto di raccontarci questo suo lavoro con un riassunto.

Il 29 aprile del 1473, il pontefice Sisto IV pose la prima pietra del ponte Sisto, per collegare meglio Trastevere con il resto della città. Il diario di Infessura ricorda che in quell’occasione vennero anche depositate alcune medaglie con il ritratto del papa e dello stesso ponte nelle fondamenta. In questo intervento vorrei esaminare i rituali della fondazione del ponte, identificando i loro possibili modelli e significati. Inoltre, vorrei indagare sul perché dei residui materiali del rituale, ovvero i depositi votivi. Come possiamo identificare il loro rapporto con depositi votivi cosiddetti ‘tradizionali,’ come li incontriamo dalla Grecia antica fino alle civiltà amero-indiane?

Sebbene la loro forma possa variare, il loro destino comune sembra di rimanere per sempre sotto terra, emanando da lì la loro agency, offrendo protezione e salute. In questo caso, però, umanisti alla corte papale alludevano al possibile ritrovamento delle medaglie, quando gli
edifici sarebbero ormai svaniti. Proprio come gli umanisti ricostruivano un passato con ritrovamenti archeologici, futuri generazioni potrebbero ricordare la magnificenza del signore grazie alla presenza del suo ritratto.

 

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