L’antichissima necropoli della Doganaccia di Tarquinia ospita i re e i principi etruschi del settimo secolo avanti Cristo, probabilmente ricollegabili con gli antenati di Tarquinio Prisco, primo re etrusco di Roma. Venerdì 6 agosto 2010, alle ore 18.30, il Comune di Tarquinia e l’Università di Torino offriranno agli interessati una visita guidati alla scoperta di questi straordinari scavi archeologici.
Gli scavi, effettuati in una zona inesplorata dell’enorme necropoli etrusca, hanno portato al ritrovamento di un sepolcreto molto antico, databile al settimo secolo avanti Cristo. La zona della Doganaccia si distingue per la presenza di due maestosi tumuli di età orientalizzante detti del Re e della Regina. La prima delle due tombe principesche, situate in posizione dominante presso una delle entrate più antiche e suggestive di Tarquinia, fu indagata nel 1928 e, nonostante saccheggiata anticamente, restituì reperti interessanti, come l’iscrizione che riporta il nome di un greco: Hipucrates. La presenza di importanti personaggi stranieri a Tarquinia nel settimo secolo avanti Cristo, perfettamente inseriti nella società, è testimoniata dalle fonti antiche; tra questi è famoso Demarato di Corinto, ricco mercante greco trasferitosi a Tarquinia attorno alla metà del settimo secolo avanti Cristo e sposatosi con una nobile locale.
Le indagini – incentrate sul tumulo della Regina – hanno portato alla scoperta di una maestosa struttura architettonica di 40 metri di diametro, relativa a un personaggio importante della comunità tarquiniese, un aristocratico vicino alla figura dei re etruschi, definiti dalle fonti lucumoni. Questa tomba si è rivelata sino ad ora la più grande struttura a tumulo di Tarquinia. La parte anteriore del sepolcro monumentale presenta un largo ingresso, simile a un piazzale a cielo aperto e utilizzato per gli spettacolo e le celebrazioni in onore al nobile defunto.
Il tumulo della Regina si ispira a un modello di tombe reali dell’ottavo-settimo secolo avanti Cristo che si ritrova solo in un altro ambito del Mediterraneo: nella Cipro governata da greci che adottavano usi e costumi eroici uguali a quelli raccontati da Omero. Particolarmente, nella necropoli di Salamina, area archeologica nella zona sud-orientale dell’isola, si trovano tombe con ricchi corredi funerari raffrontabili direttamente con quelle tarquiniesi, sia per quanto riguarda le imponenti dimensioni dell’accesso sia per il tumulo. Probabilmente, all’origine di questa tipologia introdotta in Italia centrale ci furono architetti di formazione orientale, arrivati a Tarquinia 2700 anni fa, che vi introdussero innovative tecniche architettoniche.
Informazioni: scavo.doganaccia@libero.it
Sito-web: www.viadeiprincipi.it
Autore: Martina Calogero
