Floriana Miele ci racconta “Aree e culti sacri sannitici presso sorgenti minerali e acque sulfuree, guadi e ponti nella valle del Volturno”


 

Floriana Miele (Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei) ha partecipato al convegno “I riti del costruire nelle acque violate”, tenutosi dal 12 al 14 giugno 2008 a Roma, con un intervento dedicato a “Aree e culti sacri sannitici presso sorgenti minerali e acque sulfuree, guadi e ponti nella valle del Volturno”. Le abbiamo chiesto di raccontarci questo suo lavoro con un riassunto.

Nella media valle del Volturno sono documentati numerosi pozzi sacri, stipi votive di santuari italici, presso sorgenti minerali o sulfuree, laghi, foci e guadi fluviali, con una frequentazione costante sino alla tarda antichità. I contesti si riferiscono a divinità femminili, tutelari della prosperità, delle nascite e dell’aria, ma anche propiziatrici dei riti di passaggio, ovvero custodi di luoghi comunicanti con gli Inferi. Il più significativo di tali culti è quello di Mefitis, venerata nei santuari federali a Rossano di Vaglio, in Lucania, e nella valle d’Ansanto, in Irpinia, ma anche a divinità affini, cui sono dedicate le stipi votive attestate a San Potito Sannitico e a Prata Sannita. A quello della Mefitis era collegato il culto di Juppiter – Faunus, e quelli di Mamert e di Herakles, eroe semidivino tutelare dei Sanniti, documentato dalle statuette bronzee rinvenute anche ad Alvignano, Ailano, Alife e Piedimonte Matese, legati rispettivamente al mondo silvo-pastorale e al carattere bellicoso di questi popoli.

 

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