Grazia Facchinetti ha partecipato al convegno “I riti del costruire nelle acque violate”, tenutosi dal 12 al 14 giugno 2008 a Roma, con un intervento dedicato a “Offrire nelle acque: bacini e altre strutture artificiali”. Le abbiamo chiesto di raccontarci questo suo lavoro con un riassunto.
Non sempre il rinvenimento di oggetti in acque può essere ricondotto ad un culto delle stesse, dal momento che dobbiamo tener presente la possibilità che l’acqua fosse solo funzionale all’esecuzione di rituali e non destinataria del culto, come già avvertito dagli antichi (cfr Agost. Ep. 47). Offerte accomunate dalla presenza di acqua possono avvenire al momento della costruzione di un manufatto, durante l’arco della sua vita e al termine di questa. Rare sono le offerte di fondazione, monetali e non, connesse con pozzi. Si tratta di una ritualità che più che connessa con l’acqua appare interpretabile come gesto apotropaico e come risarcimento alle divinità ctonie disturbate dall’agire umano, secondo modalità ormai documentate da un numero consistente di casi sia in edifici pubblici che privati.
Anche se maggiormente attestato in sorgenti o bacini naturali, il rito di offerta che prevedeva la deposizione di monete, e di altri oggetti, poteva, talvolta, essere espletato anche in strutture artificiali quali pozzi e vasche di vario genere. In Italia tale tipo di ritualità è scarsamente documentato a livello archeologico, anche se le fonti ricordano la deposizione di offerte monetali nel Lacus Curtius a Roma, sacro in quanto porta per gli Inferi. Incerta è l’interpretazione dell’indicazione presente nell’epigrafe CIL XI, 4123: non è chiaro se la stips ex lacu V[… e]xsempta fosse deposta in un bacino naturale o artificiale per l’ambivalenza del termine latino. La documentazione sembra essere maggiore in Gallia, pur con qualche incertezza sulla corretta interpretazione dei dati. Pare, però, di poter osservare che quando i luoghi di culto hanno un effettivo legame con le acque si verifichi un rispetto delle strutture naturali che possono essere racchiuse in contesti monumentali ma non modificate nel loro aspetto. Rari episodi di offerta appaiono, infine, collegati alla chiusura di pozzi, specie in età preromana.
Autore: Martina Calogero
