Italia. Pubblicati gli atti del convegno romano “I riti del costruire nelle acque violate”


 

Nel giugno del 2008 si tenne a Roma una giornata di studi dedicata a “I riti del costruire nelle acque violate”, con l’obiettivo di indagare, attraverso un approccio multidisciplinare, i comportamenti rituali per riparare la violazione delle acque che l’uomo metteva in atto nell’antichità. Sono acque che scorrono, acque captate, acque deviate, acque incanalate, acque stagnanti, acque irreggimentate, acque prosciugate, acque attraversate, acque bonificate, tutte puntualmente violate e, sovente, anche riparate.

Per acque violate si intendono le modificazioni di un ordine idrogeologico provocate dalla realizzazione di infrastrutture, come pozzi, acquedotti, canali, porti, cisterne, opere di bonifica e di drenaggio che in fase di costruzione e di vita entravano in contatto con acque fluviali, marine, palustri, lacustri, di falda e sorgentizie. Le testimonianze letterarie non tramandano dettagliatamente gli aspetti rituali legati alla domesticazione dell’acqua attraverso apprestamenti idraulici e l’unico modo per riconsocerli è quello di individuare le tracce archeologiche lasciate dalle attività rituali e dai sacrifici, prestando massima attenzione al contesto di ritrovamento e alle tecniche di scavo da adoperare.

 

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