Domenica 9 maggio 2010 sono state presentate a Parigi, durante l’XI Congresso Internazionale sulla Storia e l’Archeologia della Giordania, le informazioni raccolte nel corso degli scavi appena conclusi (2009-2010) dalla spedizione archeologica dell’Università La Sapienza di Roma a Kirbet al-Batrawi, in Giordania.
I ricercatori dell’Università romana, diretti da Lorenzo Nigro, professore di archeologia orientale, e in collaborazione con il Dipartimento delle Antichità giordano, hanno scoperto un edificio probabilmente identificabile con il palazzo reale incendiato durante l’attacco finale che distrusse questa plurisecolare città del terzo millennio avanti Cristo.
Dagli scavi sono emerse testimonianze ceramiche in ottime condizioni di conservazione che costituiscono la collezione di forme più completa mai scoperta nel levante meridionale per il periodo in questione: si tratta di un centinaio di vasi interi, contenenti per la maggior parte i resti carbonizzati di quanto custodito, piccoli vasi miniaturistici decorati e servizi da mensa.
Molto interessanti sono le quattro asce in rame venute alla luce, poiché per lo stesso periodo erano conosciuti soltanto altri cinque esemplari. Rilevante anche il rinvenimento di un tornio da vasaio: all’epoca questo utensile avviò una rivoluzione produttiva nella zona e la sua scoperta in un’area protetta dei palazzi del potere suggerisce come la gestione della tecnologia rappresentasse un nodo cruciale.
Le recenti scoperte sull’insediamento di Batrawi, riportato alla luce nel 2004, confermano la sua importanza come città-stato del levante meridionale nel terzo millennio avanti Cristo. L’insediamento fa parte di un sistema di urbanizzazione diffusa della zona circostante, in cui si annovera anche la contemporanea città di Gericho, sulla quale la missione della Sapienza opera parallelamente.
Autore: Martina Calogero - pubblicato in data 11 giugno 2010 - Email info@archart.it
