Brescia. L’archeologia diventa un gioco


 

Venerdì 22 e sabato 23 maggio 2010 è stato presentato ufficialmente al Museo di Santa Giulia di Brescia “Mettiti in gioco con … l’Archeologia”, gioco educativo ideato da MA_net, la Rete dei Musei Archeologici delle province di Brescia, Cremona e Mantova in sinergia con Vannini Editrice di Gussago e la Regione Lombardia. L’obiettivo del gioco è di avvicinare all’archeologia i bambini e i ragazzi che attraverso i reperti archeologici potranno viaggiare fra le epoche storiche, conoscere i siti archeologici e apprendere il lavoro dell’archeologo.

Il gioco, condiviso e sostenuto dalla Regione Lombardia, si propone di avvicinare i giovani al patrimonio Museale in maniera divertente, stimolare la creatività e la capacità d’osservazione, scavare nella storia e scoprire le proprie origini per mezzo dei viaggi nel tempo dei protagonisti delle storie.

La prima giornata è stata dedicata alle scuole primarie, mentre sabato pomeriggio sono state coinvolte le famiglie. Il programma della presentazione alle scuole e alla stampa che ha avuto luogo venerdì presso l’Auditorium di Santa Giulia ha previsto l’accoglienza da parte di Andrea Arcai, Assessore alla Pubblica Istruzione e delle Attività Culturali del Comune di Brescia, mentre il progetto della Regione è stato illustrato da Maria Grazia Diani (Culture, Identità e Autonomie, Educare al patrimonio e promozione delle reti e dei servizi culturali). Sono intervenuti come relatori l’archeologa Francesca Morandini, afferente al Comune di Brescia e capofila del progetto MA_net, Paolo Medeghini di Vannini Editrice, Emanuele Pessi di CreativaMente, la ditta che ha creato le regole del gioco, e Angela Bersotti, responsabile dei Servizi Educativi della Fondazione Brescia Musei, per spiegare l’attività didattica parallela.

Gli alunni delle scuole cittadine invitate hanno potuto sperimentare il gioco nell’affascinane cornice del Chiostro di San Salvatore: i piccoli sono stati coinvolti in squadre che si sono sfidate nel gioco per scoprire la bellissima professione dell’archeologo, riportare alla luce antichi reperti e hanno potuto divertirsi-imparando partecipando ai laboratori organizzati dal Museo dedicati all’archeologia. Le classi hanno giocato su un tabellone in grande formato spostando pedine a grandezza umana.

Sabato pomeriggio, invece, i bambini dagli 8 agli 11 anni accompagnati dalle loro famiglie hanno scoperto che tutti possono diventare aspiranti archeologici attraverso la sperimentazione del gioco e un laboratorio dedicato all’archeologia tenuto dagli operatori del museo. Mentre i bambini erano impegnati nel gioco, gli adulti hanno potuto visitare le meraviglie archeologiche del Museo di Santa Giulia.

 

Questo articolo ha un commento

  • giulia.romanaccia scrive:

    Sensibilizzare ed educare i bambini al patromonio archeologico e artistico è fondamentale: 1. perchè ne saranno i futuri fruitori, 2-perchè così si rieducano e sensibilizzano i genitori. Peccato, che questa iniziativa non sia presa nella mia città, roma o in latre, potrebbe essere un buon spunto.

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