L’avvocato, storico e archeologo, Domenico Caiazza presiede e dirige scientificamente il Premio Internazionale di Archeologia “I Sanntiti”. Lo abbiamo intervistato per voi.
D. Qual’è stato il suo percorso formativo?
R. Ho conseguito la maturità classica presso l’Istituto Salesiano di Caserta, la laurea in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli.
D. E il suo percorso professionale?
Sono iscritto all’Ordine degli Avvocati e Procuratori di S. Maria C. Vetere ed esercito la Professione Legale.
Già Ispettore Onorario ai Beni Archeologici della Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta.
Ho ricoperto la carica di Vice Pretore Onorario presso la Pretura di Teano, effettuando anche la reggenza della stessa per frazioni di alcuni anni.
Da circa due decenni sono Direttore Onorario del Museo Civico e della Biblioteca comunale di Pietramelara..
Ho svolto attività di tutor nel 2005 nel “progetto di riqualificazione, riorganizzazione e riutilizzo della Biblioteca di proprietà dell’ Associazione storica del Medio Volturano, finanziata dal Gal Alto Casertano Misura 5f”.
Sono socio fondatore del GSM, Gruppo Speleologico del Matese e del Club Rotary Alto Casertano Piedimonte Matese.
Sono Presidente e Direttore Scientifico del Premio Internazionale di Archeologia I SANNITI fondato dai Rotary Club Alto Casertano Valle Caudina e Valle Telesina e promosso dai Distretti Rotary 2090 ( Umbria, Marche, Abruzzo, Molise) e 2100 (Campania, Basilicata Calabria) per premiare grandi studiosi della civiltà sannitica, favorire il processo di riappropriazione dell’ identità culturale delle aree interne, incentivare gli studi sannitici.
Nel 2004 è stato celebrato in Telese ed ha visto la premiazione del Prof. Adriano La Regina, archeologo dei Sanniti e Soprintendente di Roma per circa 30 anni; Accademico dei Lincei; nel 2005 è stato celebrato in Piedimonte Matese-Alife con la premiazione del Prof. Giovanni Colonna, studioso degli Etruschi e degli Italici, Accademico dei Lincei ; Nella III edizione il Premio è stato attribuito al Prof. Aldo Luigi Prosdocimi, glottologo, docente nell’ Ateneo di Padova, linguista di levatura internazionale e il massimo studioso della lingua venetica e di quella sannitica.
Inoltre, sono Fondatore, Presidente e Direttore Scientifico del Centro Studi sul Medioevo di Terra di Lavoro con sede in Raviscanina (CE) Piazza S. Croce. Il Centro Studi è dotato di un auditorium per 150 posti, cucina, aula didattica per 40 posti, biblioteca specializzata nel Medioevo, cucina, camere per due tutor e 10 allievi. Fondato del 2005 ha realizzato ad oggi 6 convegni di studio, 4 pubblicazioni, ha promosso e realizzato ALTERSIBI (Sistema Bibliotecario Intercomunale dell’ Alta Terra di Lavoro) e ALTARETE ( Rete di connessione intranet a Larga Banda) tra i comuni di Letino, Ailano, Valle Agricola, Presenzano e Raviscanina e il Centri Studi.
Ho esperienza in Topografia Antica, Aerofotografia, Fotointerpretazione archeologica, nella ricognizione e rilevamento dei siti sannitici e medievali, in Antropologia e Toponomastica;
Mi interesso particolarmente del periodo sannitico e soprattutto dell’ insediamento fortificato preromano.
Nel Matese ho scoperto e pubblicato la grande cinta di Callifae-Roccavecchia di Pratella con templi e teatro, la cinta megalitica di Allifae-Castello di S. Angelo d’ Alife, la cinta grande di Faicchio, la Rocca del Cigno ( Cingulum) ; la reale estensione della cinta di Monte Crocella sopra Boiano.
Nel Montemaggiore la cinta di Kupelternum sannitica -Castello di Dragoni, le cinte di Monte S. Croce- intera estensione- e di Monte Nizzola e Monte Caruso, di Monte Castello presso Trebula, la pianta più completa di Trebula , le Grotte di Seiano.
Nel Cesima ho scoperto e pubblicato le cinte della Vedetta del Cesima, di Rufrium sul Monte Castello di Presenzano, pianta completa, le cinte fortificate di Colle Pecorino, Colle Castello, del Castello delle Pentime, di Monte S. Leonardo, di Monte Alto. Ha studiato le cinte della Valle Telesina dal Monte Cigno a Faicchio, Monte Acero, Rocca di San salvatore Telesino, Monte Pugliano, Pizzo del Piano.
Nel Taburno-Camposauro e sui Colli Tifatini ho individuato antichi insediamenti dei Lucani della Mesogeia e Caudini e ne ho dato notizia preliminare nel XXVI° Convegno di Studi Etruschi ed Italici.
D. Di cosa si occupa attualmente?
R. Professione ed attività di famiglia.
D. Per quali enti o istituzioni lavora?
R. Sono lavoratore autonomo.
D. Il progetto più importante su cui ha lavorato?
R. Topografia antica di Campania e Sannio preromani.
Progetto antica Trebula PIT Diretterice Monti Trebulani matese.
D. Il prossimo impegno lavorativo?
R. Topografia antica Sanniti Pentri.
D. Ha collaborazioni all’estero? Se no, prevede di averle?
R. Ho rapporti di stima e collaborazione con studiosi di vari stati.
D. Il suo sogno nel cassetto?
R. Sto tracciando la continuazione della vai Francigena del sud e desidero continuare lo scavo di Trebula Ballienis.
Archeologia italiana
D. Cosa pensa dello stato attuale dell’archeologia italiana?
R. Vi sono grandi studiosi-pochi- e una pletora di gente che si comporta come il cane dell’ortolano che non mangia la cipolla e non la fa mangiare neanche agli affamati.
D. Quali sono le tre emergenze che andrebbero risolte?
R. Concezione proprietaria dei beni culturali: chi dovrebbe prendersi cura dei beni culturali spesso se ne divide le spoglie; burocrazia pigra e possessiva; inesistente o insufficiente valorizzazione.
D. E quali le tre peculiarità da valorizzare?
R. Coniugare tutela effettiva a valorizzazione vera e duratura; formare molto bene e dare spazio ai giovani Esperienze formative pratiche; valorizzare le capacità e non i titoli.
D. Cosa dovremo imparare dall’estero?
R. Velocità, senso pratico ed efficacia.
D. Cosa possiamo invece insegnare loro?
R. Pensiero libero e creativo.
D. Chi dovrebbe dare di più, e cosa, per aiutare l’archeologia italiana?
R. Il volontariato potrebbe dare aiuto ed entusiasmo, ma è spesso servile e demotivato.
D. Scavare e pubblicare: ci vorrebbe un limite massimo di tempo per farlo?
R. Un anno per la notizia preliminare altri due per la pubblicazione, poi libero accesso a tutti
Musei
D. La sua opinione sui musei italiani?
R. Bellissimi e mal gestiti.
D. Come aumenterebbe il numero dei visitatori?
R. Mostre, eventi, marketing, collegamento con scuole e imprenditori.
D. La cultura deve essere a pagamento o sul modello British Museum?
R. Farei pagare nei periodi di massimo accesso, mezzo biglietto in bassa stagione, gratis a chi fa progetti formativi.
D. Ritiene utile la “realtà virtuale” nei musei? Se si, in che misura può esserci?
R. In misura moderata per rendere accessibili le cose invisibili.
D. Archeologia e informazione. Come vede questo rapporto?
R. C’ è interesse ma la comunicazione è distorta o monodica; solo le campane di professori e soprintendenti.
D. Gli archeologi italiani sanno divulgare?
R. No.
D. E le riviste, fanno buona divulgazione archeologica?
R. Abbastanza.
Beni culturali e privati
D. Cosa pensa dell’affidamento dei beni archeologici ai privati?
R. Io sono un privato ed ho valorizzato.
D. Ritiene la Ronchey una buona legge?
R. Non mi pare che i paesaggi o beni siano oggi meglio tutelati. Alla fine comandano sempre i soliti noti.
D. I fondi a disposizione dell’archeologia italiana sono sufficienti?
R. Troppi e male spesi. Si potrebbe cominciare a razionalizzare la spesa evitando le triangolazioni parassitarie.
D. Meglio continuare a scavare, o studiare e valorizzare quel che è nei magazzini?
R. Valorizzare e scavare per emergenza o su programmazione per valorizzazione nell’interesse socio-economico del territorio.
D. E’ giusto rendere fiscalmente vantaggiose le donazioni per la cultura?
R. Si.
Autore: Martina Calogero

credo che CIMETRA ……si trova in localita chioccaglie tenimento di flumeri……