L’Associazione Culturale Ricreativa ANTIQVA è nata nel 1979, quando il socio veterano ha incominciato la sua attività di ricerca, ed è dedita alla ricerca archeologica di superficie e alla divulgazione culturale. Abbiamo intervistato per voi, Edy, ricercatore archeologico dilettante e amministratore della pagina web www.antiqva.org.
D In breve, ci racconti la storia dell’Associazione.
R ACR Antiqva è un’associazione di fatto non ancora registrata e raggruppa diversi ricercatori di superficie appassionati di archeologia che raccolgono i reperti sui terreni arativi.
D In quali settori è attualmente impegnata?
R Nella ricerca di superficie.
D Quali sono i principali progetti in corso?
R Da sempre il far riconoscere al Ministero che i ricercatori volontari dilettanti sono un’entità che va compresa, valutata, istruita e incentivata e non combattuta come in effetti accade.
D E quelli per il futuro?
R Visto che i tempi per ottenere qualche risultato sono lunghissimi, gli stessi progetti del presente sono proiettati nel futuro.
D Il progetto già realizzato che è il vostro “fiore all’occhiello”?
R La collaborazione con le varie entità museali del territorio di pertinenza, sia nella consegna dei materiali trovati sia nella stesura dei dati e delle informazioni necessarie per dare loro il massimo valore possibile pur non provenendo da contesti di scavo.
D Avete collaborazioni con enti e istituzioni italiani?
R Si, con la Soprintendenza Archeologica del Friuli Venezia Giulia e con molte altre associazioni simili alla nostra.
D E con enti e istituzioni stranieri?
R No.
D Il rapporto con il mondo dell’istruzione e della formazione?
R Solo con studenti della scuola primaria. L’argomento genera un vuoto di interesse durante l’adolescenza e che solo per pochi termina al raggiungimento della maturità scolastica e l’università. Ovviamente ci sono delle rare eccezioni.
D Organizzate corsi e seminari?
R No, partecipiamo a quelli organizzati da altri.
D Il budget annuale su cui potete contare è adeguato per i vostri scopi?
R Il volontariato culturale come il nostro non possiede fonti di sostegno economico perciò ognuno paga di tasca propria le spese per la sua attività e per la sua logistica.
D Gli enti pubblici sono sensibili alle vostre attività?
R Si, solo quando l’attività produce qualche loro tornaconto.
D Ricorrete a sponsor o finanziatori a progetto?
R No, la nostra associazione è culturale e ricreativa e tende ad attività che non necessitano di finanziamenti, anche perchè non è legalmente costituita e non compare.
D Come gestite la divulgazione del vostro lavoro verso il grande pubblico?
R Attraverso i periodici locali ed il nostro sito web e, visto il clima di positivo interscambio delle notizie tra le varie associazioni, anche attraverso le loro pubblicazioni cartacee.
D Il vostro rapporto con la stampa?
R Con la cronaca dei quotidiani pessima!! I cronisti locali, come certi politici, sono generalmente degli emeriti ignoranti che stravolgono completamente ogni elementare notizia che si vorrebbe comunicare alla gente in modo semplice e onesto. Noi non siamo degli Indiana Johns per loro necessità.
L’impegno dell’associazione è rilevabile nelle pagine web di www.antiqva.org nate principalmente per riempire un vuoto didattico di base.
Il Ministero non si è mai preoccupato di fornire una adeguata istruzione, attraverso i funzionari regionali, a tutti coloro che intraprendono l’archeologia a livello dilettantistico, se non altro per evitare che facciano danni inventandosi scavi abusivi o metodologie empiriche dannose e distruttive.
Lontano dal voler essere esaustiva, l’associazione presenta, attraverso le pagine del suo sito, quanto di più semplice ed elementare riesce a imparare a proprie spese, in modo che possa essere di aiuto ad altri.
Autore: Martina Calogero
