Agorà, il film su Ipazia che rivoluziona la figura della donna


 

Agorà, il film su Ipazia che rivoluziona la figura della donna

E’ uscito nelle sale italiane il film “Agorà” di Alejandro Amenábar che ha già fatto parlare di sé a Cannes e al Festival Internazionale del film di Toronto.

La storia è ambientata ad Alessandria d’Egitto nel IV secolo d.C., provincia remota dell’Impero Romano ma ancora ricca dal punto di vista culturale ed economico, contraddistinta però da grandi cambiamenti e forti contrasti religiosi.

Protagonista è Ipazia, figlia del responsabile della famosa Biblioteca della città: filosofa, matematica e astronoma questa donna ha superato i confini fino allora accessibili solo al mondo maschile. Allevata dal padre secondo il principio di libertà e discussione, Ipazia vive in un’epoca dove il cristianesimo sta diventando ufficiale sotto l’imperatore Teodosio e la cultura pagana è completamente azzerata dalle lotte religiose tra ebrei, crociati e cristiani. L’astronoma, del quale purtroppo non rimangono né opere né scritti, verrà uccisa dall’orde cristiane nel 415 d.C. perché considerata empia ed eretica vista la sua condizione di donna votata alla filosofia e alla scienza.

Il film, dalle tematiche molto attuali, fa riflettere sulla posizione ancora discussa della donna all’interno degli ambienti scientifici. Inoltre, il fondamentalismo di fondo rende bene l’idea di come la religione è stata da sempre ragione di strumentalizzazione delle masse alla quale, la nostra eroina, non ne rimarrà soprafatta.

Ipazia

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Questo articolo ha 12 commenti

  • Stefano monaco scrive:

    A mio avviso, se proprio uno vuole farsi una idea di tutta la vicenda legata a questa figura, consiglio VIVAMENTE la lettura molto piacevole ed arricchente del rigoroso testo della bizantinista studiosa dell’Università di Siena, Silvia Ronchey, IPAZIA, editrice Rizzoli. Dopo si potrà, sempre a mio parere, discutere con più cognizione di causa senza lasciarsi andare a letture emotivo-fondamentaliste. Di qualunque corrente essa siano, cristiane o anticristane. Buona lettura.

  • Cesare scrive:

    Vorrei dire 1000 cose…ma forse basta 1: dal cinema sono uscito migliore.

  • dada53 scrive:

    Le donne, il loro sapere, il loro corpo, il loro “sangue” sono sempre stati e lo sono ancora in troppe parti del mondo troppo sconosciuti e troppo “pericolosi” per gli uomini. Ipazia è una delle donne (tante, tantissime, troppe!) sacrificate sull’altare della misoginia e della paura che abbiamo sempre fatto all’altra parte del genere umano! Quante conchiglie, quante pietre, quanti roghi (l’ultimo dei talebani in una scuola femminile in afganistan) ci saranno ancora?

  • ferny scrive:

    il film è un capolavoro Ipazia ha lasciato nella storia un forte segno …peccato che non siano rimasti suoi scritti !

  • ferny scrive:

    Ipazia ha lasciato un segno indelebile nella storia anche se dei suoi scritti non è rimasto nulla…il film esprime splendidamente ciò è davvero un capolavoro

  • Aliquis scrive:

    E’ un film meraviglioso. Racconta una vicenda
    storica molto brutta e quasi del tutto sconosciuta.
    Io sono venuto a conoscenza dell’ esistenza di Ipazia
    unicamente grazie ad un’ articolo pubblicato su
    una rivista astronomica 5 anni fa. Quando l’ anno scorso ho letto del film su Internet, sono rimasto stupefatto che in Italia non si volesse farlo vedere.
    Segno evidente che anche il passato più lontano è
    intrecciato con l’ attualità. Il film in sè stesso è una
    grande opera d’arte che mostra chiaramente anche i
    motivi che portarono la libertà culturale del mondo
    antico a soccombere di fronte al Medio Evo avanzante.
    Mi ha colpito anche la scelta del regista di far fare ad
    Ipazia una fine molto meno tremenda di quella che
    purtroppo fu in realtà. Noi oggi siamo in una situazione storica simile. Il mondo è in crisi e sono presenti molti integralismi. Credo che l’ insegnamento,
    attualissimo, di questo film consista nel dirci che il
    nostro mondo potrà salvarsi soltanto se diamo fondo alla ragione e alla cultura. Se invece ci abbandoniamo
    all’ irrazionale faremo una fine ben peggiore di quella
    che fece l’ Impero Romano 16 secoli fa.

  • MAX scrive:

    Come al solito si cerca di affuscare quello che prima del 68 è stato il pensiero riformista nei confronti della donna e cioè il Vangelo di Gesù Cristo. Infatti senza di Lui non ci sarebbero neanche i diritti umani e la tanto osannata Ipazia avrebbe intorno ancora i suoi schiavi!

  • rossi vitor scrive:

    da questo film si puo’anche imparare che piccoli o grandi progressi si possono ottennere non ragionando in termini preconcetti…quindi presentarsi al reale come se mai fossimo stati…

  • francesco scrive:

    Come sarebbe bello poter studiare senza vincoli come la protagonista senza vincoli di alcun genere che atmosfera ad Alessandria !

  • francesco scrive:

    film apprezzabile sotto molti aspetti soprattutto intempi come i nostri dove regna l’ignoranza lei (Ipazia) amava il libero apprendimento di tutte le scienze!

  • Libero34 scrive:

    Solito polpettone parastorico costruito sul sempre vincente pregiudizio anticristiano!

  • mg54 scrive:

    Ho visto Agorà sabato pomeriggio, è stato un bel film, la fine di Ipazia un pò meno, mi sono commossa, non mi aspettavo di vederla morire. Per colpa di fanatici fu messa a morte una donna di un certo valore per quell’epoca.

    voto 10

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