Egitto. Parte dal Cairo la battaglia per il rientro dei tesori trafugati


 

Due giornate dedicate alla protezione e alla restituzione del patrimonio culturale per fare il punto della situazione su questo argomento spinoso, stendendo un accurato elenco delle rivendicazioni e decidendo una strategia comune: protagonista dell’evento organizzato dal Consiglio Superiore delle Antichità del Cairo è stato Zahi Hawass, segretario generale dell’istituto conosciuto per la sua carica combattiva. Dal 2002, Hawass si è messo al servizio della causa, ottenendo il ritorno in patria di numerosi reperti egizi dislocati per il mondo.

Tutti si ricorderanno della sua querelle con il Louvre dell’anno scorso, quando Hawass interruppe i contatti con il museo di Parigi fintanto che non ottenne i frammenti di un dipinto appartenenti a una tomba della Valle dei Re di Luxor. Non vanno meglio le cose con il Museo Nuovo di Berlino, che custodisce il famoso busto di Nefertiti che Hawass rivendica nonostante i tedeschi affermino di averlo comprato in maniera legale il secolo scorso. Tra le rivendicazioni più conosciute c’è anche la stele di Rosetta, scoperta nel 1799 dai francesi e affidata alla Gran Bretagna due anni dopo; ma anche la statua di Hemiunu esposta a Berlino e quella di Ramses II in Italia.

All’evento hanno preso parte circa trenta Paesi – tra cui Grecia, Libia, Cina, Iraq, Spagna, Siria e Italia – avanzando rivendicazioni e lanciando un forte messaggio al mondo intero per annunciare che vogliono combattere uniti per il proprio patrimonio perduto. La Grecia, per esempio, chiede da trent’anni a Londra la restituzione dei marmi del Partenone sottratti nel XIX secolo da Lord Engin ed esposti al British Museum.

Nel corso dell’incontro si è deciso di riconvocare annualmente la conferenza e redigere un elenco dei Paesi coinvolti nell’iniziativa che verrà annunciato entro un mese. Un aiuto alle rivendicazioni potrebbe giungere da una variazione della Convenzione Unesco che proibisce l’esportazione e il possesso di reperti rubati dopo il 1970: i partecipanti al summit propongono di arretrare questo limite temporale per ottenere un mezzo legale per riavere più velocemente i manufatti trafugati.

Parallelamente alla conferenza, è stata allestita presso il Museo Egizio una mostra con alcuni manufatti recentemente rientrati al Cairo, come il busto di Amenhotep III ritornato da Londra e le statue di Nefer-Renpet e del Sacerdote del Dio Montu, provenienti dalla Germania e dai Paesi Bassi.

 

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