La questione del ritorno dei manufatti “rubati” in Egitto è davvero molto importante per le autorità del paese africano. Zahi Hawass ha lavorato per anni al ritorno dei pezzi che sono stati trafugati illegalmente dall’Egitto, e ci sono molti grandi istituzioni che lo aiutano e lo sostengono in questo processo. Recentemente, il “Metropolitan Museum of Art” di New York ha restituito un frammento di naos all’Egitto, ed esso è stato ricollocato nella sua posizione originale nel tempio di Karnak, dedicato al dio Ptah.
All’interno di questo tempio c’è un naos costruito dal faraone Amenemhat I. Una parte di esso, che pesa circa 27 kg, fu rimossa intorno alla fine del XX secolo; Auguste Mariette ne aveva preso una immagine fotografica alla fine del XIX secolo, ma una successiva fotografia scattata dall’ egittologa francese Georges Legrain mostra che il pezzo mancava già nel 1902.
La questione è rimasta irrisolta fin quando il frammento è stato offerto al Metropolitan Museum di New York da un collezionista di antichità, che sosteneva di averlo acquistato negli anni ’70. Il funzionario ha subito riconosciuto da dove proveniva il pezzo e lo ha acquisito, pensando di riportarlo poi in Egitto. Il curatore del museo statunitense ha riportato quindi il frammento del naos in Egitto ed è esso stato depositato temporaneamente presso il Museo del Cairo.
Recentemente è stato riportato a Luxor e ricollocato nella sua posizione originale. Questa storia è un buon esempio di come alcuni manufatti dovrebbero essere tolti ai musei e restituiti ai loro luoghi storici. Ad esempio, se si visita la tomba di Amenhotep III nella valle occidentale della valle dei re, è possibile vedere cinque figure in piedi prive però della testa. Esse sono state tolte nel secolo scorso e sono ora conservate presso il Louvre. Vedendo queste opere che sono prive della testa, non si può cogliere completamente la loro integrità espressiva e figurativa, e la pittura perde in questo modo la sua particolarità. Le teste presenti nel Museo hanno invece perso il loro contesto storico, rdivenendo semplici elementi decorativi, e sono in molti a sostenere che dovrebbero essere riposizionate nella tomba di Amenhotep III.
Autore: Redazione

