Venerdì 5 marzo 2010 è stata inaugurata presso i Musei Capitolini la mostra intitolata L’Età della Conquista. Il fascino dell’arte greca, nell’ambito del ciclo I Giorni di Roma. L’iniziativa, promossa dal Comune di Roma e dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e organizzata da Mondo Mostre e da Zètema Progetto Cultura, vuole far riflettere su un periodo di profonde trasformazioni sul gusto estetico e nei canoni stilistici dell’antica Roma e il ciclo di mostre allestite nei Musei Capitolini si propone di restituire un’idea completa sul modo in cui gli antichi romani elaborarono il loro linguaggio artistico basandosi sulla cultura figurativa greca.
Il ciclo di esposizioni incomincia dal terzo secolo avanti Cristo, con la seconda guerra punica, per giungere ai decenni in cui l’Impero romano espanse il proprio dominio su tutto il bacino mediterraneo, dalle coste dell’Asia Minore alla Spagna. La mostra presenterà gli oggetti che meglio esprimono il rafforzarsi del prestigio romano in un’epoca tra le più innovative e originali per lo sviluppo dell’arte occidentale, esponendo capolavori provenienti dalla zona del Mediterraneo, come imponenti statue di marmo, interi cicli scultorei, fregi, opere di bronzo e terracotta, elementi di arredo domestico in argento e in bronzo.
Il cambiamento di gusto, che diventò rivoluzione culturale, incominciò dopo le vittoriose campagne militari in Magna Grecia e in Grecia con le grandi quantità di denaro e gli ingenti bottini di guerra. I capolavori greci esibiti durante la processione trionfale dei generali romani erano di una fattura mai vista prima e al seguito dei condottieri giunsero a Roma numerosissimi artigiani, artisti, medici e architetti greci. Malgrado l’opposizione della fazione conservatrice di Catone, Roma fu investita da una rapida ellenizzazione che la cambiò per sempre anche tramite la commistione di modelli romani e greci. Nella Roma al massimo dello splendore, l’arte rappresenta un mezzo privilegiato per esprimere messaggi estetici ma anche ideologici, politici e morali: forme specifiche, adottate dall’arte greca, esprimono altrettanti valori specifici, tradizionalmente romani.
La prima esposizione del ciclo, intitolata L’Età della Conquista, curata da Claudio Parisi Presicce e Eugenio La Rocca e allestita da Luca Ronconi e Margherita Palli, darà inizio a un viaggio alla scoperta dello sviluppo del concetto e delle forme dell’arte classica romana della fine del terzo secolo avanti Cristo. I reperti in mostra spazieranno dal campo religioso, in cui sono esposti frontoni e statue di dei, come quello di San Gregorio dei Capitolini, alle statue in terracotta del British Museum, sino ai monumenti onorari.
Autore: Martina Calogero


tTrovo le problematiche socio-politiche dell’antica Roma- in particolare il periodo dopo la vittoria di Zama e la fine dell’impero cartaginese con il conseguente espansionismo imperalistico capitolino-, in particolare la forte influenza ellenistica, un campo di indagine storico-archeologico essenziale per la nostra cultura: Il periodo che va dal 204 sino alle battaglie di Platea e Magnesia e alla conquista della Grecia con la cadura di Corinto, una svolta nella storia occidentale.