Italia, Venafro – Riapre al pubblico il teatro romano


 

Dalla recente conferenza organizzativa tra la Dottoressa Alfonsina Russo, Soprintendente ai Beni Archeologici del Molise, e l’Avvocato Nicandro Cotugno, Sindaco del Comune di Venafro, l’Arch. Luigi Viscione, Consigliere Delegato al Centro Storico, e l’Arch. Franco Valente, Conservatore Onorario per i Beni Culturali, è nata la collaborazione tra Soprintendenza e Comune per restituire il sito archeologico del teatro romano al pubblico. L’apertura al pubblico del teatro romano è un evento storico e unico poiché sarà possibile vedere per la prima volta uno dei tesori archeologici più importanti di Venafro. Il teatro romano di Venafro è uno dei più grandi d’Italia ed è scavato interamente nella montagna, secondo modalità tipiche dell’architettura greca.

La conferenza è stata seguita da una perlustrazione del sito archeologico del Teatro e dell’Odeon dove stanno giungendo a conclusione i lavori di ripulitura degli scavi, abbandonati da più di un quindicennio. La rappresentanza comunale ha osservato lo sforzo compiuto dalla Soprintendenza che, malgrado mancassero i fondi, ha sistemato le coperture provvisorie fatiscenti e liberato l’area dalla vegetazione spontanea che nascondeva parti importanti del monumento. Dopo questi lavori sono riapparse le parti in marmo delle prime file della gradinata e le pareti affrescate ed è perfettamente riconoscibile tutta la struttura.

Durante l’incontro si è anche progettato un percorso per i visitatori per i quali saranno anche organizzati spettacoli musicali ed artistici durante particolari occasioni estive con l’accesso serale al teatro. Benché disponga di una somma modesta, il Comune illuminerà il sito, valorizzandone gli angoli più interessanti. Comune e Soprintendenza si propongono di completare tutti i lavori entro giugno 2010 così da poter organizzare un concerto inaugurale in occasione delle festività di San Nicandro.

La Soprintendenza, infine, si è impegnata a ricominciare al più presto gli scavi per liberare la cavea dal sotterramento avvenuto nel corso dei secoli e restituire al grande pubblico l’intero complesso per l’organizzazione di attività culturali.

 

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