Italia – Fine nera per l’Impero Romano


 

Fistulae, ossia tubazioni in piombo per l'acqua

Ritorna a far parlare di sé, tra le molte cause della caduta dell’Impero Romano, quella del saturnismo, cioè avvelenamento da piombo. Quest’ultimo causa un intossicazione con conseguenti problemi psichici, oltre a tumori, che a lungo andare, possono compromettere la sopravvivenza di una popolazione.

Infatti il piombo, comportandosi chimicamente come il calcio, se ingerito in grandi dosi, viene assorbito dal corpo con molta facilità accumulandosi nelle ossa ed inserendosi nelle diverse funzionali vitali, comprese quelle principali per l’esistenza.

Considerando che, nell’antica Roma, le stoviglie, i cosmetici, e le stesse tubature dell’acqua erano costituite da piombo, gli studiosi hanno supposto che, con il passare del tempo, ciò avesse potuto provocare una contaminazione estesa nella popolazione romana.

Lo stesso Vitruvio nell’opera De Architectura del I a.C. riconosceva nel piombo un male dannoso alla salute e quindi esortava a costruire i condotti dell’acqua in terracotta.

A questi esempi va inoltre aggiunto che le radiografie fatti su scheletri dell’epoca hanno mostrato di come nelle ossa ci fosse un’elevata presenza di piombo, in particolare in maniera evidente negli individui appartenenti alle classi più benestanti.

 

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