Con 5 mila visite in soli sei mesi dalla sua apertura, il Museo Civico di Bisaccia (AV) raccoglie gli entusiasmi del Soprintendente archeologo di Salerno Maria Lucia Nava che aveva voluto l’allestimento della mostra presso il Castello Ducale della cittadina.
Il segreto del successo del museo sta nei 500 pezzi scelti dalle 30 tombe della I e II Età del Ferro (fine IX – VII secolo a.C.) composti principalmente da manufatti ceramici e oggetti di uso personale rinvenuti nelle diverse sepolture a fossa scavate in prossimità della collina del Cimitero Vecchio.
Le due sale espositive illustrano molto chiaramente il passato di Bisaccia; la prima individua l’arrivo dell’agricoltura e pastorizia ad opera di genti di stirpe trans adriatica, insediate in questa zona tra la fine del IX e inizi dell’ VIII secolo a.C.
Nella seconda esposizione, si può vedere come verso la metà dell’VIII sec., cominci ad articolarsi la comunità agricola con una primordiale stratificazione gerarchica.
Tutto questo è ben testimoniato dai corredi delle tombe che dimostrano il passaggio da una comunità indigena locale, a gruppi familiari sempre più estesi, basati sull’appartenenza a clan dominanti.
Autore: Dea Ortolani


Beh….. se dovevano aspettare l’età del ferro perchè arrivassero agricoltura e pastorizia….. io direi :” la prima illustra l’arrivo di genti di stirpe trans adricatica che praticavano l’agricoltura e l’allevato…. ” ecc…..