Negli scavi intrapresi dall’archeologo Arthur Evans nell’isola di Creta tra il 1900 e il 1935, venne alla luce il cosiddetto Palazzo reale del leggendario re Minosse che, secondo lo studioso, confermava anche la presenza del labirinto in cui sarebbe stato rinchiuso il Minotauro, uomo dalla testa di toro nato dall’unione tra la moglie del re, Pasifae, e un toro bianco.
La scoperta che ha attirato per decenni migliaia di turisti curiosi a Cnosso deve essere però rivista.
Secondo gli studi intrapresi l’estate scorsa da un equipe di inglesi e greci, guidati dal Prof. Nicholas Howarth dell’Università di Oxford, il labirinto sarebbe da collocare a Messana, antica capitale romana dell’isola a circa 30 km da Cnosso, in cui si troverebbero una serie di caverne naturali e cunicoli per una lunghezza di cinque chilometri nel quale è facile perdersi.
Purtroppo, come conferma Howarth, le evidenze archeologiche non aiutano alla corretta identificazione del sito anche se le fonti storiche, tra cui Plinio il Vecchio (23 – 79 a.C.), confermerebbero la reale presenza del labirinto a Creta.
Sembra quindi ancora lontana la possibilità di far luce su questo enigma che continuerà ad essere alimentato dalla leggenda e dalla curiosità di migliaia di appassionati.
Autore: Dea Ortolani


Mah secondo ormai la stragrande maggioranza degli studiosi il labirinto sarebbe il tempio all’interno del palazzo di Cnosso. Il termine Labirinto significherebbe “Il luogo della labrys” La labrys è l’ascia bipenne che nel mondo minoico è un simbolo religioso e non militare. il suffisso -inthos sembra essere un locativo lo ritroviamo infatti in molti nomi di città greche (corinto, bolinto, tirinto) anche se non è un suffisso greco ma probabilmente pre greco (minoico?). Che labrys sia un termine orientale ce lo dice Plutarco: Ludoi gar ton pelekun labryn onomazousi cioè: i Lidi chiamano l’ascia (pelekus) Labrys.